FreeClip 2, l’evoluzione degli open-ear da città
Quando si parla di auricolari open-ear, il rischio è sempre lo stesso: una promessa affascinante che si scontra con limiti evidenti, soprattutto sul fronte della qualità audio. Provando i nuovi FreeClip 2 di Huawei, auricolari a conduzione aerea, abbiamo avuto, però, la netta sensazione di trovarci davanti a un prodotto più maturo, che non prova a convincere tutti, ma sa perfettamente a chi si rivolge. Non sono un’alternativa agli in-ear tradizionali, né pretendono di esserlo. Sono piuttosto un’evoluzione coerente di un’idea precisa: ascoltare senza isolarsi, vivere la città senza restare tagliati fuori da quanto succede intorno.
Dopo diversi giorni di utilizzo continuativo, tra spostamenti in auto, lavoro in ufficio, chiamate, passeggiate e qualche sessione di ascolto musicale più rilassata, è emerso chiaramente come in questa seconda generazione degli auricolari open-ear del brand cinese si sia lavorato soprattutto sui dettagli che contano davvero nell’uso quotidiano. Non ci sono stravolgimenti evidenti, ma una serie di piccoli affinamenti che, messi insieme, rendono l’esperienza d’uso più convincente.
Dal punto di vista costruttivo, i FreeClip 2 trasmettono fin dal primo contatto la sensazione di un prodotto ben progettato e curato nei dettagli.
Ogni auricolare misura circa 25,4 × 26,7 × 18,8 mm e pesa appena 5,1 g, mentre la custodia di ricarica compatta ha dimensioni pari a 50,0 × 49,6 × 25,0 mm per un peso di circa 37,8 g, rendendo l’intero set facile da trasportare in tasca o in borsa.

La scelta dei materiali per Comfort Bean e Acoustic Ball combina un silicone liquido a contatto con la pelle, ideale per garantire morbidezza e comfort, a un metallo a memoria di forma nel C-bridge, che assicura stabilità e flessibilità senza creare punti di pressione. Questo mix non solo migliora la sensazione tattile, ma contribuisce anche a un’ergonomia complessiva ben riuscita, con auricolari che risultano sempre ben bilanciati e comodi.

Grazie a una progettazione sviluppata a partire da oltre 10.000 campioni di orecchio umano a livello globale, il Comfort Bean è più leggero e compatto rispetto alle generazioni precedenti, adattandosi in modo naturale all’orecchio senza rischio di caduta.

Anche l’Acoustic Ball è stato ottimizzato con driver da 10,8 mm a doppio diaframma per offrire un suono potente pur mantenendo dimensioni contenute.
Gli auricolari sono intercambiabili e dotati di canali audio auto adattativi sinistra-destra, permettendo di indossare indifferentemente ciascun auricolare su entrambe le orecchie.

A completare il quadro c’è la certificazione IP57 per resistenza a polvere e acqua (esclusa la custodia di ricarica), che li rende adatti a gestire senza problemi sudore, pioggia, schizzi e le normali sollecitazioni della vita quotidiana.

I FreeClip 2 sono disponibili in tre varianti cromatiche – Blu, Bianco e Nero – una palette di tonalità eleganti pensata per adattarsi con naturalezza a contesti diversi.
La forma a clip rimane l’elemento distintivo dei FreeClip 2. A un primo sguardo continuano ad apparire come un oggetto fuori dagli schemi, quasi più un accessorio moda che un vero dispositivo audio. Bastano però pochi minuti di utilizzo per comprendere come questa soluzione non è un semplice esercizio di stile, ma una scelta progettuale precisa e funzionale. Il sistema di aggancio all’orecchio distribuisce il peso in modo uniforme e, una volta indossati, ci si dimentica di averli.
Durante le nostre prove non abbiamo mai avvertito fastidi, nemmeno dopo molte ore di utilizzo. Nessuna pressione eccessiva, nessun bisogno di riposizionarli di frequente. Anche in abbinamento a occhiali da vista o da sole, l’esperienza resta naturale, senza interferenze o punti di contatto critici. È proprio sotto questo profilo che i FreeClip 2 evidenziano il salto generazionale: tutto risulta più maturo, stabile e sicuro rispetto al passato.

Al di là della forma e del concetto open-ear, i FreeClip 2 portano con sé una dotazione tecnologica che lavora in modo silenzioso ma costante durante l’utilizzo. Al centro c’è un processore con NPU (Neural Processing Unit) dedicata, pensato per gestire in tempo reale una serie di funzioni basate sull’intelligenza artificiale. Questa componente entra in gioco soprattutto nella gestione delle chiamate, dove un sistema di cancellazione del rumore ambientale supportato da algoritmi DNN multi-canale analizza la voce raccolta dai 6 microfoni integrati e il contesto circostante per isolare il parlato.

La voce viene trasmessa in modo chiaro e stabile, con una riduzione dei rumori ambientali efficace senza risultare artificiale. Durante call di lavoro e conversazioni informali, i nostri interlocutori non hanno mai segnalato problemi di comprensione, neppure all’aperto in contesti molto rumorosi, come strade trafficate o spazi pubblici affollati.

L’AI interviene anche nel volume adattivo, adattando, in base alle condizioni ambientali circostanti, la resa del sistema a onde sonore inverse, che trasmette l’audio direttamente alle orecchie, senza richiedere interventi manuali da parte dell’utente.

Le potenzialità di questi auricolari emergono soprattutto nel contesto urbano. Camminare per strada, salire sui mezzi pubblici, attraversare incroci affollati o entrare in un bar senza dover mai togliere gli auricolari cambia radicalmente l’esperienza d’uso.
Durante le nostre prove, la percezione dei suoni ambientali è sempre risultata naturale. Clacson, annunci, voci e rumori cittadini convivono con l’audio riprodotto senza quella sensazione di confusione che spesso caratterizza altre soluzioni open-ear meno riuscite. Non si tratta di una trasparenza artificiale, ma di una scelta progettuale che lascia l’orecchio libero di restare vigile e attento a ciò che accade intorno, senza rinunciare alla musica o a un podcast.
Chi cerca un isolamento totale dovrà inevitabilmente guardare altrove. Detto questo, rispetto ad altre soluzioni open-ear provate, il passo avanti è notevole. Il suono appare più pieno, più equilibrato e meno dispersivo di quanto ci si potrebbe attendere, soprattutto se si considera la totale assenza di una chiusura del canale uditivo. L’assenza di isolamento forzato contribuisce anzi a rendere l’ascolto più rilassato, in termini di fatica uditiva, ideale per chi passa molte ore con qualcosa nelle orecchie.
Le frequenze medie sono ben presenti e restituiscono voci chiare e intelligibili, sia nell’ascolto musicale che nei contenuti parlati. Gli alti risultano puliti e mai affaticanti, mentre i bassi, pur inevitabilmente contenuti, riescono comunque a dare un minimo di corpo all’esperienza, soprattutto a volumi medio-bassi. Non è un audio pensato per impressionare, ma per accompagnare, e proprio per questo risulta coerente con l’identità del prodotto. Questo approccio si riflette anche nella gestione del volume. Non è necessario alzarlo eccessivamente per percepire chiaramente l’audio, e questo, nel lungo periodo, è un vantaggio concreto sia in termini di comfort che di percezione dell’ambiente circostante.
Uno degli aspetti che meglio racconta la maturità raggiunta dai FreeClip 2 è il modo in cui si interagisce con gli auricolari. I controlli si basano su una combinazione di tocchi e gesti eseguiti direttamente sulle sue parti, che risultano intuitivi e ben integrati nell’esperienza d’uso. Il doppio tocco permette di gestire riproduzione e chiamate, mentre il triplo tocco consente di passare al brano successivo, con una risposta sempre pronta e affidabile.

Particolarmente riuscito è il controllo del volume tramite scorrimento del dito verso l’alto o verso il basso sul Comfort Bean, una soluzione naturale e facile da padroneggiare.

A questo si affianca una funzione ancora più discreta e intelligente: il controllo delle chiamate tramite i movimenti della testa. A una chiamata in arrivo è infatti possibile rispondere annuendo o rifiutare scuotendo la testa.
Durante l’utilizzo quotidiano non abbiamo quasi mai sbagliato un comando, segno di una sensibilità ben calibrata e di una progettazione chiaramente orientata alla semplicità e all’efficacia.

Grazie a una batteria da 60 mAh per auricolare e a una custodia di ricarica da 537 mAh, questi auricolari sono in grado di offrire fino a 9 ore di riproduzione musicale continua con una singola carica, un valore che abbiamo potuto verificare anche in ascolti prolungati, dove difficilmente abbiamo dovuto interrompere la sessione prima della fine della giornata. Con la custodia completamente carica, l’autonomia complessiva arriva a circa 38 ore di riproduzione, il che significa che non è raro passare due o tre giorni tra una ricarica e l’altra. Anche durante le chiamate l’autonomia resta più che buona: con una sola carica si possono sostenere circa 6 ore di conversazione, estendibili fino a 25 ore grazie alla custodia, un aspetto che si è rivelato particolarmente utile nelle giornate piene di call di lavoro e messaggi vocali in mobilità.
Sono supportate sia la ricarica cablata tramite USB-C che quella wireless fino a 3 W, con tempi di carica rapidi che vedono gli auricolari pronti in circa 40 minuti dentro alla custodia, e la custodia stessa che raggiunge una carica completa in circa 50 minuti via cavo o 150 minuti tramite pad wireless.
Il supporto al Bluetooth 6.0 garantisce un collegamento rapido, stabile e reattivo con smartphone, tablet e computer, con compatibilità ai profili più diffusi come SBC, AAC e L2HC. Un plus non da poco è la connettività multipoint, che permette di mantenere contemporaneamente la connessione a due dispositivi differenti e di commutare l’audio in modo naturale. Durante le sessioni di prova, anche in contesti affollati o con molte reti wireless presenti, i FreeClip 2 non hanno mostrato segni di instabilità degni di nota, confermando come la gestione delle onde radio sia stata pensata per un uso quotidiano “vero”, non solo per scenari ideali da laboratorio.

L’esperienza con i FreeClip 2 trova nell’app Audio Connect un complemento importante, pensato per estendere e affinare il controllo senza complicare l’interazione. Disponibile sia per dispositivi Android che iOS, l’app ha un’interfaccia pulita e immediata, che riflette la filosofia generale del prodotto: offrire solo ciò che serve davvero, nel modo più semplice possibile. Si può verificare lo stato della batteria di auricolari e custodia, intervenire sulla personalizzazione dei comandi, adattando gesture e funzioni alle proprie abitudini quotidiane. L’app consente anche di aggiornare il firmware, garantendo che le prestazioni restino sempre allineate alle ultime ottimizzazioni software. Non mancano alcune opzioni dedicate al suono, pensate per rifinire l’esperienza senza stravolgerne l’impostazione open-ear, e strumenti utili per gestire le funzioni intelligenti legate alle chiamate e all’interazione.
Dopo diversi giorni di utilizzo dei FreeClip 2, il confronto con i tradizionali auricolari in-ear diventa inevitabile. Non tanto sul fronte della qualità audio, dove le differenze sono ovvie per natura, quanto nell’approccio all’ascolto. L’esperienza cambia radicalmente grazie all’integrazione dell’audio nella routine quotidiana: un cambiamento che può non convincere tutti, ma che, una volta compreso, risulta sorprendentemente naturale.
Appena arrivati in Italia, i FreeClip 2 sono disponibili su Amazon e nel sito ufficiale del produttore a 199 euro. In occasione del lancio, utilizzando il coupon AMKTPRCLIP2, è possibile ottenere uno sconto di 20 euro, rendendo la proposta più interessante per chi è curioso di avvicinarsi a questo innovativo formato.
Gennaro Annunziata

