Tragedia sfiorata a Casoria: crolla un palazzo, era stato evacuato poche ore prima
Tragedia a sfiorata a Casoria, popoloso comune alle porte di Napoli, dove un palazzo prevenvivamente evacquato ieri dai vigili del fuoco è crollato, in via Cavour, per fortuna senza provocare vittime e feriti. Per effettuare i controlli sui danni provocati da una condotta dell’acqua sono state sgomberate in via precauzionale una ventina di nuclei familiari residenti in più palazzi della zona che hanno trascorso a casa di parenti e amici. A far scattare l’intervento esplorativo dei vigili del fuoco, ieri, è stato un boato avvertito dai residenti che hanno lanciato subito l’allarme inducendo il sindaco a disporre lo sgombero e la chiusura di due strade. Poteva essere una tragedia il crollo del palazzo ma è stata evitata soprattutto grazie all’allarme lanciato da un giovane sposo, Domenico, residente nello stabile che si era accorto che, stranamente, le porte della casa in cui viveva non si chiudevano. Poi, altri condomini hanno avvertito dei boati, rumori sordi e visto crepe nel muro. E’ stato chiamato un ingegnere per un sopralluogo che ha accertato una vasta presenza d’acqua alla base dello stabile. Sono intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno provveduto allo sgombero. Stamattina alle 7 il palazzo è crollato, dalle 4 si avvertivano degli scricchiolii. Scene di disperazione tra i residenti che erano stati sgomberati, alcuni hanno trovato riparo in un albergo dove sono stati ospitati, altri hanno dormito in casa. Nell’acquisto della casa erano stati investiti i risparmi di una vita. C’è chi lancia accuse al Comune, chi chiede ora soluzioni immediate. Nel frattempo le mura rimaste in piedi continuano a cadere a pezzi. Alcuni palazzi vicini sono stati sgomberati in via precauzionale per consentire le verifiche. Tra coloro che sono rimasti senza abitazione anche alcuni cani che vivevano con i residenti sgomberati.
“Morirò qua sotto ma non me ne vado. Sono anni che diciamo che le cose non vanno bene. Che abbiamo piccoli segnali e ora hanno aspettato questo. Non finirà così. Adesso devono aggiustare tutto e devono restituirci le case”. Roberto Maida che con la moglie e i figli abita in uno degli appartamenti crollati a Casoria, in provincia di Napoli, non nasconde la sua rabbia. “Qua non funziona niente. Abbiamo buttato i sacrifici di una vita. Stanotte ci hanno fatto dormire per strada. In albergo potevamo andare solo se avevamo minori o persone con patologie. Meno male che non siamo rientrati. Facevamo la fine dei topi”, conclude.

