Il politico «spiato» mentre è dal barbiere, le trattative per le elezioni di Ottaviano finiscono in live
CRONACA
25 gennaio 2026

Il politico «spiato» mentre è dal barbiere, le trattative per le elezioni di Ottaviano finiscono in live

Andrea Ripa

Un tempo parlare con un barbiere era come “confessarsi”. Le rivelazioni fatte all’uomo in camice e forbici erano destinate a restare nel chiuso del salone. Un “paradigma” che il tempo e le tecnologie devono aver necessariamente sconfessato. Perché è bastata una telecamera puntata sul cliente e un attento “spettatore” dall’altro lato a trasformare la prossima campagna elettorale di Ottaviano in un’autentica “spy story” politica. I segreti, svelati stavolta, sono quelli di Felice Picariello: volto noto della politica vesuviana, più volte consigliere comunale e per molti tra i papabili per la fascia tricolore alle prossime amministrative. Il leader del gruppo di Azione, comodamente seduto dal barbiere, parla al telefono di trattative e “confessa” le sue simpatie nei confronti di questo o quel personaggio politico. Dietro di lui c’è una telecamera puntata, probabilmente il salone in cui ha scelto di farsi acconciare manda in “live” tutto. Lui forse non lo sa, quello che sicuramente non sa è che c’è qualcuno che sta immagazzinando tutti i “segreti” che finiscono in diretta. Il resto sono una serie di video che finiscono sulle chat di mezza Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano.

Tra una chiacchiera e l’altra con il barbiere, con il telefono tra le mani si mettono le fondamenta per la campagna elettorale che sta navigando ancora sotto traccia. Si parla di un avvocato e possibile candidato da coinvolgere («ha una famiglia molto numerosa a Ottaviano»), di un ex sindaco di San Giuseppe Vesuviano che proprio «non vuole sentire» e di accordi presi in passato con un ex candidato alla carica di sindaco frutto di accordi «e non perché è uno statista». Tutto registrato, tutto finito nelle chat di Whatsapp. Tutto materiale utile a infiammare, e forse anche avvelenare, le trattative in vista per la prossima tornata elettorale in programma questa primavera. Altro che confessore, i segreti li hanno sentiti tutti. E non soltanto quelli. Una mossa che non è piaciuta a molti, soprattutto ai diretti interessati. Su tutti lo stesso Picariello che in un post ha spiegato di sentirsi “violato”: «Sono stato vittima di un gravissimo e triste episodio che ha visto violata la mia privacy e ha minato non poco la mia serenità. Fortuna che ho le spalle larghe ma non è semplice sopportare delle violenze così forti e invadenti. Mentre ero rilassato e intento a tagliare i capelli in una saletta monoposto privata e “riservata”, un telefono in live, a mia insaputa, registrava e mandava in rete ogni mia parola ed ogni mia singola azione», ha spiegato.

Per Picariello la diffusione di queste immagini fanno parte di una “manovra” ai suoi danni. «Lo sciacallaggio violento e brutale di soggetti “privi di identità” e coscienza, si è messo in moto manipolando e inviando ovunque le mie immagini a scopi esclusivamente pseudo politici e squadristi nonostante, da quei video, non emergesse alcun e dico alcun elemento di immoralità personale, a testimonianza di ciò che sono dentro e fuori in ogni attimo della mia vita pubblica e privata: sfido chiunque sotto le telecamere nascoste. Non auguro a nessuno, manco al mio peggior avversario, di vivere quello che ho vissuto in queste ore pesanti e tremende», ha concluso annunciando azioni legali. Il segnale di una campagna elettorale che si preannuncia durissima e accesissima. E che insegna, forse, che i segreti è meglio tenerseli per sé. Neanche il salone del “confessore” è più sicuro.