Scontri in autostrada tra ultras del Napoli e della Lazio. “Un’azione pianificata”, sui bus mazze e caschi
Scontri all’alba sull’autostrada A1 tra un gruppo di tifosi del Napoli, diretti a Torino, e uno della della Lazio di rientro da Lecce. Secondo quanto si apprende, sono entrati in contatto lungo la carreggiata nord che è stata bloccata per alcuni minuti. Sul posto la polizia e la polizia stradale. I partecipanti, di cui molti a volto coperto, si sono fronteggiati con mazze e bastoni.
Da una prima ricostruzione, gli ultras sono scesi da auto e minivan e si sono scontrati lungo la carreggiata tra Ceprano e Frosinone. La polizia è intervenuta dopo la segnalazione della presenza di più persone con il volto coperto, armate di bastoni, che si stavano affrontando direttamente sulla carreggiata autostradale, che è rimasta chiusa per alcuni minuti. Poi i due gruppi sono risaliti nei veicoli e si sono allontanati.
Ottanta tifosi laziali sono stati intercettati all’alba dalla polizia al casello di Monte Porzio Catone, dopo gli scontri avvenuti sull’A1 con ultras del Napoli. Una volta bloccati sono stati compiutamente identificati anche con il supporto della polizia scientifica. Dall’interno di uno dei van diretti verso la barriera autostradale, alla vista degli agenti, sono stati buttati lungo il ciglio della strada oggetti atti ad offendere e coltelli da cucina. Tutto il materiale è stato sequestrato.
“Quanto accaduto sull’A1, con ottanta tifosi laziali intercettati dalla Polizia al casello di Monte Porzio Catone dopo gli scontri con ultras del Napoli, è un episodio di una gravità estrema. Non si tratta di tensioni spontanee ma di violenza organizzata e pianificata, come dimostra il sequestro di mazze, oggetti atti a offendere e coltelli da cucina. Armi vere, portate con l’unico scopo di colpire”. Lo dichiara Domenico Pianese, segretario del Sindacato di Polizia Coisp. “Bloccare gruppi armati su un’arteria fondamentale come l’A1 significa aver evitato conseguenze potenzialmente drammatiche: quella follia si sarebbe potuta trasformare in una tragedia, coinvolgendo anche cittadini completamente estranei che stavano semplicemente viaggiando. È inaccettabile che lo stadio e le trasferte continuino a essere usati come copertura per spedizioni punitive e regolamenti di conti”, prosegue Pianese. “Chi si rende protagonista di simili episodi non deve più mettere piede in uno stadio: Daspo a vita per i violenti e stop immediato alle trasferte per le tifoserie coinvolte. Serve una risposta ferma e senza ambiguità, perché la sicurezza pubblica e l’incolumità di poliziotti e cittadini vengono prima di qualsiasi spettacolo sportivo. Lo Stato deve dimostrare che certi comportamenti non sono più tollerabili”, conclude.

