Crans-Montana, Conadi chiede il boicottaggio italiano nelle gare di Coppa del Mondo di sci
CRONACA
26 gennaio 2026

Crans-Montana, Conadi chiede il boicottaggio italiano nelle gare di Coppa del Mondo di sci

metropolisweb

Napoli. La neve di Crans-Montana rischia di diventare il simbolo di una ferita ancora aperta. A pochi giorni dalle gare di Coppa del Mondo di sci alpino in programma il 30 e 31 gennaio 2026, esplode la protesta del CONADI, il Consiglio Nazionale Diritti Infanzia e Adolescenza, che chiede ufficialmente all’Italia di non presentarsi al cancelletto di partenza.

Alla base dell’appello – indirizzato alla Federazione Italiana Sport Invernali, alla Presidenza del Consiglio e al Ministero per lo Sport – c’è la decisione delle autorità svizzere di concedere la libertà su cauzione ai coniugi Moretti, proprietari del locale “Le Constellation”, al centro della tragedia di Capodanno che ha sconvolto la località vallesana.

Una decisione che – secondo il CONADI – rappresenta «un insulto intollerabile» alla memoria delle vittime e alle famiglie di centinaia di feriti gravi, molti dei quali ancora ricoverati in condizioni critiche. Il punto più doloroso, sottolineato con forza dal presidente del CONADI, Umberto Palma, riguarda l’età delle vittime: la maggioranza erano minorenni e giovanissimi. «Quando a pagare il prezzo più alto sono i ragazzi – il senso del messaggio – la giustizia non può permettersi ambiguità né scorciatoie».

La scarcerazione dei responsabili viene letta come un segnale devastante, capace di alimentare il sospetto che l’inchiesta possa essere indebolita o che elementi chiave vengano messi in secondo piano. Uscite di sicurezza inadeguate, porte che si aprivano verso l’interno, l’uso di fuochi pirotecnici all’interno del locale: dettagli che – secondo il CONADI – rischiano di perdersi dietro una presunta “normalizzazione” dettata da interessi economici e di immagine.

Da qui la richiesta di un gesto forte, simbolico ma concreto: ritirare gli atleti italiani dalle gare di Crans-Montana. «Lo sport non può essere complice dell’indifferenza», l’appello del Consiglio Nazionale Diritti Infanzia e Adolescenza. Gareggiare su quelle piste, a pochi chilometri da un luogo segnato dal dolore e da interrogativi irrisolti, equivarrebbe – secondo il CONADI – ad avallare una pagina che non può ancora essere voltata.

L’organizzazione si unisce così alla richiesta già avanzata da Pietro Costanzo, zio di Chiara, una delle giovani vittime, trasformando il dolore privato in una battaglia pubblica.

Nel mirino non c’è solo la FISI. Il CONADI chiama in causa direttamente il governo, chiedendo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro Andrea Abodi un intervento autorevole. Il richiamo dell’ambasciatore italiano in Svizzera, avvenuto nei giorni scorsi, viene considerato un primo passo, ma non sufficiente. Ora, secondo l’associazione, serve una risposta civile capace di incidere sul prestigio e sull’indotto economico di chi non garantisce piena giustizia. La questione, insistono dal CONADI, va oltre lo sport. È una prova di credibilità per le istituzioni e per il sistema dei valori che l’Europa dice di difendere.