Rischio Vesuvio, 25 Comuni dell’Alta Irpinia pronti a “ospitare” le popolazioni sfollate
Siglato ieri il protocollo d’intesa per l’accoglienza che coinvolge 25 Comuni dell’Alta Irpinia, pronti a collaborare attivamente nell’ambito del piano di gestione del rischio Vesuvio. Il risultato, si legge in una nota, è frutto di anni di lavoro portati avanti dalla Fondazione Convivenza Vesuvio, rappresentata da Vincenzo Coronato, impegnata nella costruzione di un modello di prevenzione basato su pianificazione, responsabilità territoriale e cooperazione tra comunità. Un percorso che oggi si consolida anche grazie all’appoggio dell’Intergruppo parlamentare Vesuvio, che ha garantito continuità e forza istituzionale al progetto. Il protocollo è stato sottoscritto dalla sindaca di Sant’Angelo dei Lombardi Rosa Anna Repole, in rappresentanza dei 25 Comuni aderenti, grazie anche alla mediazione di Aldo Vella, ex sindaco di San Giorgio a Cremano.
I Comuni hanno già definito la disponibilità all’accoglienza di cittadini per una prima esercitazione della durata di un giorno, con numeri assegnati a ciascun territorio, segnando l’avvio della fase operativa. I Comuni coinvolti appartengono ai Sistemi Territoriali di Sviluppo Terminio Cervialto e Alta Irpinia e includono, tra gli altri, Bagnoli Irpino, Calabritto, Caposele, Montella, Nusco, Senerchia, Andretta, Aquilonia, Bisaccia, Calitri, Conza della Campania, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Teora, Torella dei Lombardi e Villamaina. L’iniziativa, si legge ancora nella nota, assume un valore che va oltre l’aspetto organizzativo, rafforzando il senso di appartenenza tra territori campani e riaffermando il ruolo dell’area avellinese come parte attiva di una strategia condivisa di tutela e accoglienza. “Il protocollo – è messo in evidenza – ribadisce un principio chiaro: Vesuvio, Irpinia e Campania sono parti della stessa comunità territoriale. La sicurezza e la prevenzione riguardano tutti e non possono essere affrontate in modo frammentato. Per scelta condivisa tra i soggetti coinvolti, ulteriori dettagli saranno illustrati in un successivo momento istituzionale unitario. Intanto, il dato è concreto: l’accoglienza è pronta, le comunità sono coinvolte, il modello è operativo”.

