Castellammare. Il sindaco: «Le mie dimissioni favorirebbero la camorra»
Adesso serve «un’alleanza vera per la legalità e la buona amministrazione». Le parole del sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, suonano come un appello alla sua rinnovata maggioranza a mantenere l’unità e anche come un invito a chi siede tra i banchi della minoranza a far sì che questa esperienza di governo cittadino possa segnare – è quasi un paradosso – una discontinuità rispetto a un recente passato segnato dall’instabilità amministrativa. Durante il consiglio comunale di ieri di cose significative, dal punto di vista politico, ne sono accadute. La prima è che il sindaco ha ribadito che non ha nessuna intenzione di dimettersi e anzi ha sottolineato «ben vengano le verifiche della magistratura e ogni iniziativa utile a fare piena chiarezza. Non siamo investigatori né giudici, ma amministratori. Tutti gli atti di questa amministrazione sono stati orientati esclusivamente al bene comune, senza ombre», aggiungendo «convincetemi che le dimissioni rappresenterebbero uno schiaffo alla camorra. Anzi io credo che la discontinuità amministrativa che ha caratterizzato la nostra città negli ultimi anni, al contrario, ha favorito il degrado e ha lasciato spazio ai poteri criminali. Governare, riqualificare scuole e quartieri, come il Savorito, significa togliere spazio alla camorra». La seconda è che l’ingresso in consiglio comunale di Valeria Longobardi (Partito Democratico) e Giuseppina Porzio (Stabia Rialzati) ha permesso al primo cittadino di recuperare due voti. «Non ho padrini o ombre, non credo nel commissari come soluzione, i problemi si risolvono insieme», ha detto Porzio. Mentre Valeria Longobardi ha sottolineato «ho creduto fin dal primo momento nel sindaco Vicinanza e sarò al suo fianco». La terza è legata proprio all’ingresso in consiglio comunale di quest’ultima e alla situazione del Partito Democratico perché Longobardi ha lanciato un messaggio forte al suo debutto in aula. «Mi discosto da quanto fatto in passato da chi mi ha preceduto», ha detto facendo riferimento all’europarlamentare Sandro Ruotolo, che si era dimesso chiedendo al Pd di uscire dalla maggioranza. La risposta a questa ipotesi è arrivata però dalla capogruppo consiliare (temporanea) Giusi Amato che in relazione ai dem ha detto «prima erano tutti battitori liberi, non c’era proprio il senso del gruppo consiliare, oggi siamo tutti insieme a sostegno del sindaco». Se qualcuno avesse immaginato che i problemi della maggioranza fossero risolti, ci ha pensato però il consigliere comunale Nello Cuomo a riportare tutti con i piedi per terra. Prima l’annuncio della fuoriuscita dalla lista Futuro Democratico, assieme a Teresa D’Angelo, poi l’annuncio della formazione del nuovo gruppo consiliare “Radici Stabiesi” e infine la stroncatura al primo cittadino: «Dopo il grande successo del Supercinema avrei preferito un percorso che ci avesse portato subito alle elezioni con Luigi Vicinanza candidato sindaco, ma senza più ombre. Spero ancora di andare alle elezioni al più presto». Una richiesta chiara di dimissioni al primo cittadino, che tuttavia non intende mollare. «In quest’aula la maggioranza è presente, tutti gli atti fondamentali di quest’amministrazione, a partire dal bilancio di previsione, sono stati approvati dai consiglieri che sostengono la mia squadra di governo», ha detto Vicinanza allargando anche il discorso alla minoranza nell’ottica di un patto contro i clan e invocando «un lavoro comune tra maggioranza e minoranza, senza annullare le differenze politiche, ma unendo le forze contro ogni forma di criminalità e contro il degrado».

