Smantellata la piazza di spaccio a Scampia: 28 arresti
Una piazza di spaccio di kobret e cocaina nella cosiddetta ’33’ di Scampia, zona nord di Napoli, è stata smantellata dalla Polizia di Stato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 28 persone (24 destinatarie della custodia cautelare in carcere e 4 degli arresti domiciliari), indagate per il reato di associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, aggravata dal numero degli associati e dal metodo mafioso. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea. Le indagini svolte dalla Squadra mobile di Napoli sono state avviate nella primavera del 2022 a seguito delle dichiarazioni rese da un collaboratore di giustizia circa l’esistenza di una piazza di spaccio di kobret e cocaina operante nella cosiddetta ’33’ di Scampia, l’ex lotto SC3 di via Arcangelo Ghisleri, e riconducibile al clan camorristico degli Amato-Pagano. È stato riscontrato che il gruppo criminale curava non solo l’approvvigionamento all’ingrosso e la conseguente vendita al dettaglio sulla piazza della ’33’ di Scampia, ma anche la cessione con consegne a domicilio o per appuntamento in strada nei quartieri cittadini di Chiaiano, Miano e Colli Aminei.
L’organizzazione criminale poteva contare su una rigida ripartizione dei ruoli. Al vertice si ponevano due pluripregiudicati che svolgevano funzioni di promotori, organizzatori e finanziatori dell’intera attività. C’erano poi i custodi della sostanza stupefacente mentre altri membri si occupavano dello stoccaggio e del confezionamento; altri ancora avevano il compito di rifornire la piazza di spaccio e coloro che erano preposti alla vendita su strada. Tre indagati rivestivano il ruolo di capi-piazza alternandosi secondo precise turnazioni orarie. I restanti, infine, fungevano da addetti alla piazza di spaccio con funzioni, anche intercambiabili, di pusher o pali e vedette.Nel corso delle indagini sono stati effettuati sequestri di ingenti quantitativi di eroina, cocaina, crack e kobret. Le investigazioni hanno consentito di documentare un grave episodio verificatosi nell’agosto del 2022, quando membri del cosiddetto clan di “Abbasc Miano”, costola del clan Lo Russo, hanno effettuato una cosiddetta “stesa” esplodendo numerosi colpi d’arma da fuoco all’indirizzo di alcuni membri di spicco della piazza di spaccio, ritenuti responsabili di aver invaso, con il loro giro di affari, il territorio di competenza dell’altro sodalizio. Le indagini hanno, inoltre, dimostrato che una parte dei proventi della vendita dello stupefacente servisse ad assicurare il cosiddetto mantenimento delle famiglie dei detenuti del clan.
Le misure cautelari sono state eseguite presso le rispettive abitazioni dei destinatari, nel comune di Napoli e in alcuni comuni sia della provincia partenopea che di altre regioni, nonché nelle carceri di Poggioreale e Secondigliano a Napoli, Bellizzi (Avellino), Carinola (Caserta), Ascoli Piceno e Ancona, dove alcuni dei destinatari sono detenuti per altri procedimenti penali. Nel corso dell’esecuzione dei provvedimenti cautelari sono state trovate e sottoposte a sequestro ingenti somme di denaro contante, circa 100mila euro, probabile provento delle attività di spaccio. Le operazioni sono state eseguite da personale del Commissariato Scampia, del Reparto Prevenzione Crimine Campania e di altri reparti Prevenzione Crimine provenienti da altre regioni, delle Unità Cinofile della Questura di Napoli e del Servizio Polizia Scientifica della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, dotato di attrezzature finalizzate alla ricerca di armi e stupefacenti.

