Torre del Greco, braccio di ferro per le «aule contese» tra due scuole: interrogazione al sindaco
Torre del Greco. La vicenda delle aule «contese» tra l’istituto comprensivo De Nicola-Sasso e l’istituto comprensivo Mazza-Colamarino torna tra i banchi di palazzo Baronale. A riaccendere i riflettori sulla vicenda è l’interrogazione presentata da Luigi Caldarola – capogruppo della lista civica Il Cittadino – pronto a chiedere conto all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella della mancata restituzione di due aule, prevista da una delibera di giunta del 2021, alla scuola a quattro passi dal porto cittadino.
Un atto politico destinato a segnare un nuovo passaggio in una storia lunga e complessa, diventata negli anni simbolo delle difficoltà di programmazione e gestione degli spazi scolastici cittadini: l’esponente dell’opposizione, infatti, punta il dito contro l’immobilismo amministrativo del Comune, arrivato a ignorare per cinque anni un atto ufficiale dell’esecutivo di palazzo Baronale. L’interrogazione chiede risposte chiare e tempi certi sia relativamente alla mancata esecuzione della delibera sia alla mancata riassegnazione delle due aule contese.
L’iniziativa arriva a un anno e mezzo dalla sollevazione popolare contro l’amministrazione comunale targata Luigi Mennella. Era l’estate del 2024 quando 690 genitori e familiari degli alunni della scuola dell’infanzia e primaria De Nicola-Sasso sottoscrissero una petizione popolare indirizzata al sindaco e al presidente del Consiglio comunale Gaetano Frulio.
Una mobilitazione nata dal basso, con l’obiettivo di ottenere finalmente l’attuazione della delibera del 2021 rimasta lettera morta. Per i promotori non si trattava di una rivendicazione astratta: una delle due aule doveva essere destinata alle attività di psicomotricità per gli alunni con disabilità, l’altra a un locale per la sanificazione degli operatori della refezione scolastica, in linea con le direttive regionali.
Nel frattempo, il quadro logistico delle scuole coinvolte si è ulteriormente complicato. Sezioni della scuola dell’infanzia sono state trasferite in altri plessi, con disagi e sovraffollamenti, mentre nuovi spazi sono stati ricavati altrove per l’istituto Colamarino-Mazza. Un equilibrio fragile, che ha alimentato malumori e la sensazione diffusa di una gestione provvisoria diventata strutturale.
A rendere il clima ancora più teso è stato il silenzio del Comune: nessuna risposta alla petizione nei tempi previsti dallo statuto, nessun chiarimento ufficiale nonostante i solleciti inviati via PEC dalla dirigenza scolastica. Da qui il passo politico dell’opposizione, che ora porta la “telenovela delle due aule” direttamente in aula consiliare.
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