Beni confiscati alla mafia, 7 progetti al Sud per restituirli alla comunità
SUD ITALIA – Tre villette, due appartamenti, una masseria e un fondo agricolo sottratti alla mafia saranno restituiti alla collettività grazie a sette progetti selezionati dalla Fondazione con il Sud, nell’ambito del nuovo regolamento sui beni confiscati promosso nel 2025.
La modalità “a sportello” consente agli enti del terzo settore di valorizzare i beni con iniziative sociali, culturali ed economiche sostenibili nel tempo. Quattro dei sette progetti saranno cofinanziati al 50% dalla Fondazione CDP, ente non profit del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, che ha stanziato 750 mila euro. Sommandoli all’erogazione di 1,9 milioni di euro della Fondazione con il Sud, il finanziamento complessivo raggiunge 2,65 milioni di euro.
Sono 57 le organizzazioni coinvolte, tra enti del terzo settore, istituzioni, scuole, università, consorzi privati e imprese. I progetti avranno durata triennale e interesseranno diverse regioni: due in Campania, due in Sicilia, uno in Calabria, uno in Sardegna e uno in Puglia. Gli immobili diventeranno presidi di legalità e inclusione sociale e lavorativa per persone fragili. Nel corso dei progetti saranno attivati 54 tirocini e, entro la fine del percorso, garantiti 32 inserimenti lavorativi.
Tra i quattro progetti più rilevanti cofinanziati con la Fondazione CDP possiamo trovare: uno spazio multifunzionale per 100 giovani NEET e persone vulnerabili in provincia di Lecce, con formazione e avvio di una startup sociale; il potenziamento della produzione di funghi in serra in provincia di Caserta, con opportunità socio-lavorative per 8 persone; un servizio residenziale socio-sanitario in provincia di Sassari, per favorire l’autonomia di 72 persone disabili ogni anno; inclusione socio-lavorativa di 40 persone con fragilità a Siracusa, con quattro assunzioni in una sartoria sociale.
Il regolamento “a sportello” della Fondazione con il Sud rappresenta, quindi, un’opportunità per gli enti del terzo settore che per la prima volta decidono di impegnarsi nella valorizzazione dei beni confiscati, favorendo la riappropriazione da parte della comunità e lo sviluppo di progetti sostenibili e di impatto sociale.

