Pompei tra turismo e accoglienza: 413 strutture ricettive in città
Pompei è una città che accoglie. Lo raccontano prima di tutto i numeri, che negli ultimi anni hanno assunto dimensioni da grande polo turistico internazionale. Ogni anno circa 6 milioni di persone arrivano qui per due motivi ben precisi: gli Scavi archeologici, con i loro 4 milioni di visitatori, e il Santuario della Beata Vergine del Rosario, che ne richiama circa 2 milioni. Flussi diversi per origine e motivazione, ma accomunati da una stessa esigenza: fermarsi, soggiornare, trovare nella città nuova un sistema di accoglienza capace di reggere l’impatto di un turismo continuo. A rispondere a questa domanda è una rete ricettiva che, secondo i dati della Regione Campania aggiornati a un anno fa, conta complessivamente 413 strutture. Un numero che restituisce l’immagine di una Pompei non più solo luogo di visita, ma spazio urbano organizzato intorno all’ospitalità, con un’offerta ampia e differenziata che si è consolidata parallelamente alla crescita dei visitatori. Nel dettaglio, il sistema ricettivo cittadino comprende 58 affittacamere, 29 hotel, 159 bed & breakfast, 3 campeggi, 120 case vacanze, 41 locazioni brevi, 1 ostello per la gioventù, 1 residence e 1 villaggio turistico. La somma di queste tipologie fotografa una struttura dell’accoglienza fortemente articolata, capace di intercettare esigenze diverse per durata del soggiorno, composizione dei nuclei familiari e modalità di fruizione della città. La distribuzione dei numeri evidenzia il ruolo centrale dell’extra-alberghiero. I bed & breakfast, con 159 unità, rappresentano la componente più numerosa dell’offerta, seguiti dalle 120 case vacanze e dalle 58 affittacamere. Si tratta di forme di ospitalità diffuse, spesso inserite nel tessuto urbano della città nuova, che contribuiscono a una presenza turistica capillare e quotidiana. Gli hotel, pari a 29 strutture, costituiscono invece l’ossatura dell’accoglienza tradizionale, rivolta soprattutto ai flussi organizzati, ai gruppi e ai soggiorni programmati. Le 41 locazioni brevi completano il quadro di un’offerta flessibile, in grado di adattarsi a permanenze di breve durata e ai picchi di afflusso legati alla stagionalità turistica e religiosa. Accanto a queste, la presenza di 3 campeggi, di un ostello per la gioventù, di un residence e di un villaggio turistico amplia ulteriormente il ventaglio delle possibilità, intercettando segmenti specifici di visitatori e rafforzando la capacità complessiva di accoglienza della città. Il rapporto tra i 6 milioni di visitatori annui e le 413 strutture ricettive evidenzia come Pompei sia oggi un nodo centrale del turismo campano, non soltanto per la visita agli Scavi o al Santuario, ma anche come luogo di soggiorno. La permanenza in città tende a distribuirsi lungo tutto l’arco dell’anno, con intensificazioni nei periodi di maggiore afflusso. Sotto la guida del compianto sindaco Carmine Lo Sapio, l’amministrazione ha promosso un’attenzione costante ai temi dell’ospitalità e dell’organizzazione dei servizi, riconoscendo nel turismo uno dei principali motori della vita cittadina.

