Sciolto nell’acido, rinviato il processo per la morte di Giaccio
CRONACA
28 gennaio 2026

Sciolto nell’acido, rinviato il processo per la morte di Giaccio

Angela Conte

«Speriamo che con l’accoglimento del ricorso si possa aggiungere alle contestazioni già presenti anche quella quella dell’aggravante del metodo mafioso, rendendo così giustizia al povero Giulio che potrà ufficialmente essere definito vittima di mafia». Sono state queste le parole dell’avvocato Alessandro Motta, legale della famiglia di Giulio Giaccio dopo il rinvio del processo al 6 marzo. L’omicidio di Giaccio, nel lontano 2000, è stato un classico caso di scambio di persona: gli assassini erano stati indirizzati verso un certo Salvatore, amante della sorella di Salvatore Cammarota, elemento di spicco del clan Polverino che, contrariato dalla relazione, decise di eliminarlo. Il rinvio è stato necessario per la Corte di Assise di Appello di Napoli dopo l’acquisizione dei verbali dei collaboratori di giustizia Giuseppe Ruggiero e Roberto Perrone. A Luigi De Cristofaro, accusato di essere uno dei presunti mandanti dell’omicidio e a Raffaele D’Alterio, ritenuto invece l’esecutore materiale, entrambi condannati a 30 anni di reclusione in primo grado, non è stata riconosciuta l’aggravante mafiosa. «Auspichiamo che venga confermato il massimo della pena, 30 anni, per i due imputati, per questo delitto così efferato» ha concluso Motta.