L’Ordine Regionale dei Chimici e dei Fisici della Campania contro ARPAC: ricorsi per l’annullamento di due bandi
L’Ordine Regionale dei Chimici e dei Fisici della Campania prosegue con determinazione la propria azione a tutela della professione e della corretta applicazione delle norme, portando avanti la battaglia avviata contro ARPAC in merito a due bandi di concorso ritenuti non conformi sotto il profilo tecnico-professionale.A seguito della formale diffida già inviata, l’Ordine comunica di aver presentato due ricorsi nelle sedi competenti per chiedere l’annullamento e la rettifica delle procedure ritenute non conformi alla normativa vigente e lesive delle competenze professionali tutelate per legge.I ricorsi riguardano in particolare i bandi di concorso per l’assunzione di un totale di 20 unità di personale da inquadrarsi nell’area della dirigenza con diversi profili. Bandi che – secondo quanto previsto da Arpac – consentono l’accesso anche a laureati in possesso di titoli non coerenti con le funzioni tecnico-scientifiche previste, in particolare escludendo di fatto professionisti abilitati quali chimici, fisici, figure che, secondo il quadro normativo vigente, sono legittimate a svolgere attività di analisi, monitoraggio ambientale, valutazione del rischio e sottoscrizione degli atti tecnici dell’Agenzia.Secondo l’Ordine, le modifiche successivamente introdotte da ARPAC non hanno risolto le criticità segnalate, ma hanno generato ulteriore incoerenza, attraverso l’introduzione di titoli appartenenti ad ambiti non pertinenti, come quelli dell’area sanitaria o edilizia, in violazione dei principi di buon andamento, ragionevolezza e adeguata professionalità che devono guidare l’azione amministrativa.Il rischio concreto, sottolinea l’Ordine, è che posizioni dirigenziali strategiche per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica possano essere affidate a figure prive delle necessarie competenze tecnico-scientifiche, con possibili ripercussioni sul corretto funzionamento del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente.Con i ricorsi presentati dallo Studio Associato Accarino con gli avv.ti Francesco Accarino e Paolo Accarino, l’Ordine chiede che i bandi vengano annullati e rinnovati introducendo requisiti chiari e conformi alla legge: ammissione esclusiva per lauree coerenti con le funzioni ambientali, obbligo di iscrizione alla Sezione A degli albi professionali competenti, applicazione delle norme che garantiscono l’accesso ai chimici con specifica esperienza nel settore ambientale ed esclusione delle classi di laurea non pertinenti.«Abbiamo ritenuto necessario procedere con i ricorsi – dichiara la Presidente dell’Ordine Regionale dei Chimici e dei Fisici della Campania, Rossella Fasulo. E’ la consequenziale azione formale per tutelare non solo le professioni che rappresentiamo, ma l’interesse pubblico. La selezione dei dirigenti ambientali deve avvenire nel pieno rispetto della legge e delle competenze tecnico-scientifiche richieste, perché da queste scelte dipende la qualità della tutela ambientale sul territorio».Il Vicepresidente dell’Ordine, Martino Di Serio, aggiunge: «I ricorsi presentati sono un atto di responsabilità istituzionale. Non si tratta di una contrapposizione pregiudiziale, ma della volontà di garantire procedure trasparenti, coerenti e fondate sul merito e sulle competenze reali. L’Ordine continuerà a vigilare e ad agire in tutte le sedi opportune.L’Ordine Regionale dei Chimici e dei Fisici della Campania ribadisce infine la propria disponibilità al dialogo istituzionale, ma sottolinea che tale confronto deve poggiare sul rispetto delle norme e sulla valorizzazione delle professionalità tecnico-scientifiche, elementi indispensabili per assicurare la qualità dei servizi ambientali regionali.

