Sovraffollamento delle carceri, Ciambriello: Investire sulle misure alternative per garantire la sicurezza
In Italia un terzo dei detenuti definitivi, circa 16.690 deve scontare una pena inferiore a due anni, nello specifico, in Campania sono 1820. Come affermato dal Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Campania, e Portavoce della Conferenza nazionale dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Samuele Ciambriello questa situazione contribuisce ad aggravare il sovraffollamento nelle carceri creando da un lato, un problema di sicurezza e dall’altro, un problema economico.
La questione è stata analizzata questa mattina durante il convegno su “Magistratura di sorveglianza: ruolo, funzione e prospettive” tenutasi nell’Aula del Consiglio Regionale della Campania, con la partecipazione del Presidente Massimiliano Manfredi. A presenziare all’evento la Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Napoli, Patrizia Mirra, il Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria della Campania, Carlo Berdinì, la Presidente del Coordinamento nazionale dei Magistrati di Sorveglianza, Monica Amirante, i Magistrati di Sorveglianza Maria Picardi e Fabio Gianfilippi e il Magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Napoli, Antonio Cairo.
Ciambriello ricorda l’importanza delle misure alternative al carcere che possono rappresentare un’occasione concreta di responsabilizzazione se costruite con serietà: «La pena continua a esistere, ma assume un senso: quello di preparare davvero il “dopo”. Per attuare questa scelta di legalità e di civiltà, il ruolo della magistratura di sorveglianza è fondamentale, ed è per questo che l’organico di questi magistrati andrebbe rafforzato per consentire loro di poter espletare al meglio la loro delicata funzione tesa alla definizione delle pene alternative al carcere e di percorsi di reinserimento lavorativo e sociale di positivo effetto per le persone e per l’intera società» così conclude Ciambriello.


