Veneto, due napoletani fingono di essere carabinieri per truffare un’anziana signora
CRONACA
30 gennaio 2026

Veneto, due napoletani fingono di essere carabinieri per truffare un’anziana signora

Angela Conte

Hanno finto di essere due carabinieri che indagavano per una rapina commessa con un’auto intestata al defunto marito, al fine di introdursi nella casa della vittima 93enne e compiere un furto di gioielli. È successo il 12 novembre 2025 a Rosà, in provincia di Vicenza, ma i due truffatori, un 27enne residente a Mondragone e un 18enne di Quarto Flegreo, sono stati puniti con una misura cautelare dell’obbligo di dimora, a cui è stata data esecuzione solo lunedì 26 gennaio. Il provvedimento nasce da un’articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Vicenza, successivamente ad un’ordinanza del GIP del Tribunale di Vicenza, messa in esecuzione dai Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa, con il supporto dei militari del Reparto Territoriale di Mondragone (Caserta) e della Tenenza di Quarto Flegreo (Napoli).

La truffa era stata articolata tramite una telefonata alla vittima, volta ad informarla del fatto che, oltre la finta rapina commessa con l’auto del defunto marito, il figlio della donna era stato accompagnato in caserma per accertamenti e aveva confessato di possedere molti gioielli a casa della madre. Per accertare la versione, un collega carabiniere si sarebbe dovuto presentare a casa della vittima per fare gli opportuni rilievi fotografici, ma all’arrivo, il giovane truffatore si è impossessato del telefono cordless, impedendo la vittima di contattare altre persone, e si è fatto condurre dove erano custoditi i gioielli. La situazione è precipitata con l’arrivo del figlio 58enne della vittima, insospettito dal fatto di non riuscire a contattare la madre telefonicamente. Per guadagnarsi la fuga, il truffatore ha aggredito il 58enne con calci e pugni, riuscendo a scappare. All’esterno, il giovane ha raggiunto un’utilitaria condotta da un complice, che lo attendeva. Durante la fuga, nel tentativo di superare una colonna di veicoli e sfuggire all’inseguimento del figlio della vittima, l’auto ha speronato una vettura guidata da una 45enne del posto, riuscendo così a dileguarsi. Le indagini dei Carabinieri hanno permesso le accuse ai due giovani per tentata truffa aggravata in concorso, rapina aggravata in concorso, lesioni personali e danneggiamento. Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in base al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità penale degli indagati potrà essere accertata solo con sentenza definitiva di condanna.