Napoli. Presentato il libro dedicato a Valenzi, il sindaco venuto dal mare
Ci sono presentazioni che non somigliano a un rito editoriale. Somigliano piuttosto a una conversazione pubblica, a un tempo condiviso in cui una città torna a interrogarsi su se stessa. È quello che è accaduto a Napoli, nella cornice del Maschio Angioino, durante la presentazione del libro Maurizio Valenzi Il sindaco venuto dal mare, l’ultima fatica dello scrittore Tonino Scala, ospitata dalla Fondazione Valenzi. Una mattinata partecipata, intensa, attraversata da molte voci e da un pubblico attento, partecipe, tutt’altro che distratto. Un segnale non scontato, in tempi in cui la politica sembra spesso relegata alla polemica sterile o alla nostalgia.A dialogare attorno al libro con Tonino Scala, l’autore, Antonio Bassolino, Lucia Valenzi e Aldo Cennamo: tre sguardi diversi, accomunati da un dato essenziale, la conoscenza profonda di Napoli e della sua storia civile.Ma Il sindaco venuto dal mare non è una biografia nel senso tradizionale del termine.Non segue una carriera, non elenca incarichi, non costruisce un pantheon. Il libro sceglie un’altra strada: raccontare Napoli attraverso le sue stagioni più difficili, e dentro quelle stagioni la figura di Maurizio Valenzi come presenza, come testimone, come uomo che attraversa la città senza mai porsi al di sopra di essa.Il racconto parte dall’arrivo a Napoli nel 1944, quando la città è appena uscita dalle macerie della guerra e dalle Quattro Giornate. Prosegue attraversando il colera del 1973, la vittoria elettorale del 1975, la stagione delle grandi speranze collettive, fino al terremoto del 1980. Ogni capitolo è una scena, un quadro narrativo scritto al tempo presente, perché — come è stato ricordato durante la presentazione — certe ferite non appartengono al passato, ma continuano a camminare accanto a noi.In questo impianto narrativo, Valenzi non viene mai raccontato come un eroe. Non c’è retorica, non c’è indulgenza. C’è invece una politica fatta di prossimità, di ascolto, di responsabilità quotidiana. Una politica che non vive solo nei palazzi, ma nei vicoli, nelle piazze, nelle emergenze sanitarie, nelle notti insonni a Palazzo San Giacomo.Uno dei passaggi più evocativi del libro — e più discussi durante l’incontro — è l’immagine della luce accesa di notte nella stanza del sindaco. Un dettaglio apparentemente minimo, che diventa però simbolo potente: il palazzo non dorme, il potere non si chiude, qualcuno veglia sulla città. È da immagini come questa che il libro costruisce il suo discorso civile, lontano dalla celebrazione e vicino all’esperienza concreta.La presentazione ha avuto anche il merito di collocare il libro dentro una riflessione più ampia sul rapporto tra Napoli e la politica. Non una Napoli rassegnata, ma una città capace di grandi slanci collettivi, come quello raccontato nel capitolo dedicato al comizio di Enrico Berlinguer alla Mostra d’Oltremare nel 1976, quando una folla oceanica trasformò un appuntamento politico in un momento di riconoscimento popolare e di speranza condivisa.In questo senso, Il sindaco venuto dal mare non è un libro nostalgico. Non dice che “si stava meglio”. Dice piuttosto che si credeva di più, che la partecipazione era vissuta come possibilità reale di cambiamento. Ed è proprio questo il nodo che rende il libro attuale: la capacità di parlare al presente senza offrire soluzioni facili, ma ponendo domande scomode. Che cosa abbiamo smesso di pretendere dalla politica? E che cosa abbiamo smesso di pretendere da noi stessi come cittadini? La risposta non è nel libro come formula. È nel dialogo che il libro riapre. E forse il senso più autentico della mattinata al Maschio Angioino è stato proprio questo: dimostrare che esiste ancora uno spazio per una discussione pubblica non urlata, non nostalgica, ma profondamente radicata nella memoria e nello sguardo sul futuro.Quando una presentazione diventa occasione di confronto vero, e un libro diventa pretesto per tornare a parlare di città, di responsabilità, di politica umana, allora non si è semplicemente raccontato un sindaco. Si è raccontata Napoli.

