Dal Vesuvio a Cortina. La favola di Giada, sciatrice napoletana
CRONACA
2 febbraio 2026

Dal Vesuvio a Cortina. La favola di Giada, sciatrice napoletana

metropolisweb

C’è una linea sottile che unisce il Vesuvio alle piste innevate delle Olimpiadi Invernali. Una linea fatta di sacrifici, chilometri, sveglie all’alba e sogni coltivati lontano dai riflettori. Su quella linea corre oggi il nome di Giada D’Antonio, sedici anni, napoletana, destinata a entrare nella storia come la prima sciatrice di Napoli a partecipare alle Olimpiadi Invernali. Nata a Napoli il 28 maggio 2009 e cresciuta a San Sebastiano del Vesuvio, Giada D’Antonio è il simbolo di una nuova generazione di atleti senza confini. Ha tre passaporti – italiano, colombiano ed ecuadoriano – frutto delle sue origini familiari: la madre è colombiana, il padre ecuadoriano. Un dettaglio che racconta già molto della sua identità aperta, cosmopolita, capace di muoversi con naturalezza tra mondi diversi. Come ha raccontato lei stessa in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, lo sci è da sempre la sua più grande passione: nulla le regala una sensazione di libertà paragonabile a quella di scendere in pista con le lamine ai piedi. Il primo incontro con la neve avviene prestissimo. A tre anni e mezzo il padre la porta a Roccaraso, sull’Appennino abruzzese, e da quel momento nasce un amore destinato a durare nel tempo. È lì che Giada muove i primi passi sugli sci e comincia un percorso che, anno dopo anno, diventerà sempre più serio e strutturato. La dedizione che mette nello sport è la stessa che ha sempre riservato allo studio. Da bambina vive e va a scuola a Napoli, ma affronta continui e lunghi viaggi in auto verso il Nord Italia per partecipare alle gare, sacrificando spesso giorni di lezione. Nonostante le assenze, Giada non ha mai smesso di essere una studentessa attenta e determinata, riuscendo a conciliare allenamenti, competizioni e impegni scolastici senza mai rimanere indietro. Dopo aver iniziato il liceo scientifico a Napoli, nell’ottobre del 2025 compie un’altra scelta importante per la sua carriera: si trasferisce a Predazzo, in Trentino, insieme alla madre Sandra. Qui frequenta un Istituto Tecnico Economico, adattandosi a una nuova vita scandita da allenamenti intensi, scuola e responsabilità da atleta di alto livello, pur avendo solo sedici anni. Tra le curiosità che la riguardano c’è anche il suo soprannome: “Black Panther”.

Giada ha spiegato che il nomignolo nasce da un doppio significato. Da bambina, insieme alle compagne dello sci club, si divertiva ad assegnarsi soprannomi ispirati ai film, e il suo deriva da Black Panther, il celebre personaggio Marvel interpretato da Chadwick Boseman, un film che l’ha particolarmente colpita. Un nome che oggi sembra descriverla perfettamente: elegante, veloce, determinata, capace di affrontare la pista con forza e personalità. Un primato che va oltre il risultato sportivo e assume un valore culturale e simbolico enorme. Perché Napoli, città di mare e sole, non aveva mai portato una sua atleta sulle nevi olimpiche. E invece oggi lo fa grazie a una ragazza cresciuta a San Sebastiano al Vesuvio, in un contesto dove lo sci alpino non è tradizione, ma eccezione. Giada scopre lo sci da bambina e capisce subito che non si tratta di un semplice passatempo. La velocità, il coraggio e la naturalezza con cui affronta le prime gare attirano l’attenzione degli addetti ai lavori.

Il suo percorso si intreccia presto con quello del Vesuvio Sci Club, una realtà del napoletano che negli anni ha lavorato con pazienza per costruire un movimento sportivo in un territorio lontano dalle grandi stazioni sciistiche. Il talento però non basta. Per crescere davvero serve cambiare vita. Ed è così che Giada lascia Napoli per trasferirsi a Predazzo, in Val di Fiemme, uno dei cuori pulsanti della Milano-Cortina 2026, uno dei poli principali dello sci giovanile italiano. Qui affronta un passaggio decisivo: allenamenti quotidiani, scuola da conciliare con lo sport, trasferte continue e una routine che poco ha a che fare con quella di una normale sedicenne. È il prezzo da pagare per inseguire un sogno olimpico. Specialista dello slalom, Giada brucia le tappe. Le prestazioni in ambito nazionale e internazionale la proiettano rapidamente nel giro azzurro, fino alla convocazione che cambia tutto: l’Italia la inserisce nella spedizione olimpica, rendendola la più giovane atleta della Nazionale ai Giochi Invernali. Un riconoscimento che certifica non solo il valore tecnico, ma anche la maturità dimostrata in gara. Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina rappresentano un’edizione storica per il Paese. Tornano in Italia dopo vent’anni e lo fanno con un progetto diffuso, capace di unire territori diversi, dalle Alpi alle Dolomiti. In questo scenario, la presenza di Giada D’Antonio assume un significato ancora più forte: è la dimostrazione che lo sport può abbattere barriere geografiche e culturali, portando il Sud dentro una manifestazione tradizionalmente dominata dal Nord Europa.

Dietro la convocazione olimpica c’è un lavoro silenzioso e quotidiano. Allenamenti durissimi, cadute, recuperi, studio della tecnica e della pista. C’è il sostegno della famiglia, che ha accompagnato Giada in ogni scelta, e quello del Vesuvio Sci Club, diventato un modello virtuoso di progettazione sportiva. Non a caso, il presidente Stefano Romano ha più volte sottolineato come Giada rappresenti il frutto di un percorso basato su serietà, umiltà e visione a lungo termine. Nonostante l’attenzione mediatica crescente, Giada resta con i piedi ben piantati a terra – o meglio, sugli sci. La convocazione non viene vissuta come un traguardo finale, ma come un punto di partenza. Le Olimpiadi saranno un’esperienza di crescita, un’occasione per confrontarsi con le migliori atlete del mondo e accumulare esperienza in vista del futuro. Il suo nome è già entrato nella storia dello sport campano, ma la sua carriera è appena iniziata. La favola di Giada D’Antonio racconta che anche da Napoli si può arrivare alle Olimpiadi Invernali, che i sogni non hanno latitudine e che il talento, se sostenuto dal lavoro, può davvero superare ogni confine. Quando scenderà in pista, Giada non rappresenterà solo l’Italia. Porterà con sé il Vesuvio, Napoli e un’intera regione che, per la prima volta, si riconoscerà su una pista olimpica di sci alpino.

Alfredo Izzo