America’s Cup, i comitati di Bagnoli chiedono vivibilità
CRONACA
3 febbraio 2026

America’s Cup, i comitati di Bagnoli chiedono vivibilità

Angela Conte

È stata un’occasione per sottolineare quali sono le priorità per Bagnoli, la riunione tenutasi in prefettura a Napoli riguardo i lavori in vista dell’America’s Cup, il torneo di vela più antico e prestigioso del mondo che verrà ospitato nel prossimo anno a Napoli. «Le istituzioni sanno bene quali sono i problemi di Bagnoli legati allo stravolgimento del piano regolatore, alla ridefinizione del progetto di una spiaggia e di un grande bosco per gli abitanti di Bagnoli. E il prefetto stesso, oggi, convocandoci, si rende conto e ammette che c’è stata una mancanza di partecipazione che ricordiamo deve avvenire nella fase preliminare, non nella fase successiva. Una mancanza di trasparenza. Ci sono degli esposti alla magistratura, diversi esposti e in questo momento c’è una movimentazione di polveri, un ulteriore inquinamento da smog, buche che si formano quotidianamente per un carico che il territorio non può sopportare». Ha detto Mario Avoletto, rappresentante del “Comitato per il mare libero, pulito e gratuito”. Il signor Aldo Amoretti, che si definisce un cittadino militante impegnato per la difesa del quartiere, ha detto: «La manifestazione del 7 auspichiamo sia una manifestazione popolare per ribadire un principio che prevede la Costituzione, la sovranità popolare. Le scelte urbanistiche che si fanno per la città devono essere condivise con chi abita nelle città. Questo è un principio di fondo».

Walter Iannuzzi, dell’Assemblea popolare di Bagnoli, in occasione della riunione sottolinea l’obiettivo per la città: «Vogliamo che Bagnoli diventi un quartiere a misura di abitante, che diventi dopo 30 anni di promesse il quartiere per cui abbiamo anche tanto lottato, quindi un quartiere con una spiaggia libera, con l’accesso al mare, con un parco urbano, con una decompressione anche urbanistica che favorisca eventualmente il rapporto con crisi come quella del bradisismo. Se invece deve essere il parco giochi per pochi e dedicata agli eventi ad uso e consumo di poche grosse aziende che vengono a fare affari su un quartiere e poi lo lasciano un’altra volta nel deserto, allora andrà sempre peggio». A Paola Minieri, del comitato di Borgo Coroglio e in rappresentanza dei suoi abitanti, invece si esprime positivamente sulla riunione con il prefetto: «Il Prefetto ha realmente capito che non c’è stata la partecipazione reale del cittadino sul territorio, per cui provvederà a far sì che noi possiamo partecipare e a far ascoltare le nostre richieste».