Infortuni sul lavoro, aumentano i casi mortali: 13 morti in più in un anno
Si è verificato un aumento degli infortuni in itinere del 3,2% rispetto al 2024. Con questo termine si intendono gli infortuni avvenuti nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro. I dati dell’aumento provengono dalle denunce riportate all’INAIL e rappresentano un indice di aumento che va avanti dal 2020. A dicembre di quest’anno il numero delle denunce di infortuni in itinere ha segnato un +3,2% nella gestione Industria e servizi, un +8,9% in Agricoltura e un +2,0% nel Conto Stato.
Per quanto riguarda l’analisi territoriale si evidenzia un aumento del 5,3% delle denunce nel Nord-Est, un aumento del 4,7% al Sud, mentre nelle isole, nel Nord-Ovest e al Centro gli aumenti sono rispettivamente del +4,1%, +2,2% e +1,3%. Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali dei casi si segnalano la provincia autonoma di Bolzano (+17,3%), la Campania (+14,2%), la Sardegna (+9,8%) e l’Emilia-Romagna (+9,7%), mentre i decrementi si registrano solo in Umbria (-10,2%), provincia autonoma di Trento (-5,5%), Valle d’Aosta (-1,5%), Basilicata (-1,4%), Molise (-1,0%) e Lazio (-0,1%). Altri elementi che emergono dal confronto tra il 2024 e il 2025 sono legati sia alla componente femminile, che registra un +3,5%, sia a quella maschile con un +2,9% e un aumento si è verificato anche riguardo alle denunce dei lavoratori stranieri (+6,1%) e quelle degli italiani (+2,4%). In relazione all’età si registrano aumenti per gli under 45 anni (+3,4%) e tra gli over 49 (+5,0%) e un calo per i 45-49enni (-3,3%). Mentre gli esiti mortali delle denunce nel 2025 sono stati 293, in aumento rispetto alle 280 del 2024, si tratta di quasi un infortunio mortale su tre.

