Rimpasto a Torre del Greco, il M5S al bivio: riunione da «dentro o fuori» dalla maggioranza
Torre del Greco. Il veto del M5S alla nomina di ex assessori frena il rimpasto in giunta deciso dal sindaco Luigi Mennella e rischia di provocare un vero e proprio terremoto all’interno della maggioranza di palazzo Baronale. Con il gruppo pentastellato pronto a valutare l’addio al campo largo in caso di mancato rispetto del «patto» stretto alla vigilia delle elezioni del 2023. E’ l’ultimo colpo di scena delle «grandi manovre» promosse dal primo cittadino per rilanciare l’azione politica del suo esecutivo: un’inaspettata grana capace di bloccare la firma dei decreti dei nuovi assessori e – al tempo stesso – mettere in discussione la tenuta della coalizione uscita vincintrice dalle elezioni del 2023.
Il rimpasto è servito
L’ennesima battuta d’arresto di un rimpasto lungo (e doloroso) come un parto – le prime promesse al capogruppo del Pd, Vittorio Guarino, risalgono all’estate del 2025 – è arrivata quando sindaco e alleati sembravano essere riusciti a trovare finalmente la quadratura del cerchio: al termine di un’estenuante serie di riunioni – alcuna addirittura organizzata in trasferta a Boscoreale, la «casa» del neo vicegovernatore Mario Casillo – il Pd aveva aperto alla possibilità di «liberare» la poltrona occupata da Antonio Ramondo, il tecnico nominato nel 2023 per sciogliere l’intricata matassa del settore rifiuti. Il nome del super-esperto ambientale avrebbe dovuto completare – insieme al repubblicano Salvatore Piro e al delegato all’urbanistica Francesco Leone, indagato per tentata concussione nell’ambito dell’inchiesta sullo Yachting Club – l’elenco degli assessori in lista di sbarco d palazzo Baronale per fare spazio a Virginia Palomba (indicata da Vittorio Guarino), al nome sponsorizzato da Antonio D’Ambrosio e all’ex assessore Ferdinando Guarino, fortemente voluto dal capogruppo di Azione in consiglio comunale Salvatore Gargiulo. Ma proprio sull’ex delegato al cimitero all’epoca del sindaco Ciro Borriello si è aperto lo scontro frontale tra M5S e sindaco.
Voto su dentro o fuori
Le prime avvisaglie del malcontento grillino erano state registrate la scorsa settimana, quando Mirko Gallo – capogruppo del M5S e cognato acquisito del sindaco – aveva ricordato a Luigi Mennella il «patto» sull’impossibilità a nominare come assessore chi avesse ricoperto il ruolo nei 9 anni precedenti al 2023. Ma, una volta registrata la volontà del primo cittadino di mantenere gli impegni assunti con Salvatore Gargiulo, i pentastellati hanno deciso di gettare le basi per scegliere la strada da percorrere in caso di nomina di Ferdinando Guarino. Già oggi potrebbero arrivare le prime, importanti, indicazioni: in programma, infatti, c’è una riunione con gli iscritti del circolo locale – in tutto, una sessantina di «sopravvissuti» ai disastri politico-elettorali degli ultimi anni – durante cui si potrebbe decidere se restare oppure uscire dalla maggioranza nel caso in cui il sindaco decidesse di ignorare il «patto» del 2023. Un crocevia a cui guarda con attenzione lo stesso Luigi Mennella, perché gli assessori da rimpiazzare in giunta potrebbero diventare quattro e non più solo tre.
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