Torre del Greco, nervi tesi tra sindaco e M5S. E il Comune «ammaina» la bandiera della Palestina
Torre del Greco. A palazzo Baronale il vento non soffia solo sugli «equilibri» della maggioranza messi a rischio dal M5S. In questi giorni, tra rimpasti annunciati, veti incrociati e ultimatum pentastellati, anche la bandiera della Palestina finisce per pagare il prezzo del clima politico sempre più agitato.
Sul balcone della stanza del sindaco Luigi Mennella, infatti, il vessillo che in questi mesi era diventato il simbolo di una «città solidale e aperta al confronto» è stato improvvisamente ammainato, arrotolato su se stesso, come stanco di sventolare in mezzo a un manipolo di alleati sull’orlo della crisi di nervi. Nulla di ufficiale, sia chiaro: in Comune si sussurra sia stato semplicemente il vento o la volontà di evitare danni provocati dal maltempo.
Ma l’immagine resta evocativa e potente. Proprio mentre il M5S minaccia l’uscita dal campo largo per il mancato rispetto del «patto del 2023» sulle nomine in giunta, il simbolo più visibile delle battaglie identitarie pentastellate – a partire dalla bandiera palestinese fino alla richiesta di interrompere il memorandum Italia-Israele – sparisce dal balcone del primo cittadino. Una coincidenza, forse. Ma di quelle che fanno sorridere amaramente.
Da un lato, Mirko Gallo rivendica con orgoglio l’ordine del giorno sulla Palestina e l’azione «diretta» contro il governo targato Giorgia Meloni; dall’altro, lo stesso M5S si prepara a votare se restare o meno in maggioranza, pronto a far saltare un rimpasto già lungo e doloroso. E intanto la bandiera – simbolo di pace e autodeterminazione – viene piegata e messa al riparo, come se anche lei preferisse aspettare tempi migliori. A Torre del Greco, insomma, la pace è un valore universale.
Ma la tregua, almeno dentro palazzo Baronale, sembra ancora lontana.
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