Torre del Greco, via al «risiko delle poltrone» in giunta: si dimette l’assessore Leone
Torre del Greco. Prende ufficialmente il via il «risiko di poltrone» per il rimpasto all’interno della giunta guidata dal sindaco Luigi Mennella: il primo a lasciare la stanza dei bottoni è l’architetto Francesco Leone, arrivato nel 2023 da Ercolano per provare a risolvere i disastri del settore urbanistica del Comune.
L’assessore tecnico – indagato dallo scorso novembre per tentata concussione nell’ambito dell’inchiesta della procura di Torre Annunziata sullo scandalo dello Yachting Club – ha rassegnato le proprie dimissioni, lasciando al primo cittadino e al vicesindaco Michele Polese un «memoriale» di 48 pagine in cui sono riassunte le attività svolte da luglio del 2023 a dicembre del 2025 nell’ambito delle deleghe all’urbanistica, al porto e al litorale, al demanio marittimo, ai servizi tecnologici, al partenariato pubblico-privato e al project financing.
A partire dalle azioni messe in campo all’indomani del crollo in corso Umberto fino al regolamento edilizio, passando per i finanziamenti per il porto e la Litoranea, l’architetto Francesco Leone ha voluto lasciare traccia del suo operato per colmare le lacune rappresentate dalla «scarsa informazione sulle attività svolte dal mio assessorato».
Una implicita «risposta» alle critiche piovute dai banchi dell’opposizione, ma anche dagli stessi alleati – leggi il capogruppo del Pd, Vittorio Guarino – ora pronti a prendere il posto dell’assessore dimissionario con la nomina di Virginia Palomba.
Un «movimento politico» inseguito da una anno, ora in dirittura d’arrivo con le dimissioni di Francesco Leone: una scelta completamente slegata dall’inchiesta e dalla tegola giudiziaria arrivata a novembre. «L’architetto Francesco Leone è una figura di comprovata correttezza morale e professionale – sottolinea l’avvocato Massimo Loffredo, difensore del tecnico -. Le dimissioni rassegnate rappresentano una scelta di natura esclusivamente politica, assunta per ragioni di opportunità e responsabilità istituzionale e non sono in alcun modo riconducibili alla vicenda giudiziaria che lo ha visto coinvolto. Il procedimento è tuttora nella fase delle indagini preliminari e, allo stato, non è stata avanzata alcuna richiesta di misure cautelari da parte della Procura, circostanza che conferma l’assenza di presupposti di gravità. La difesa ripone piena fiducia nell’operato dell’Autorità giudiziaria e confida che il prosieguo delle attività investigative possa far emergere con chiarezza l’estraneità dell’architetto Leone ai fatti contestati, nonché l’evidente inconsistenza delle ipotesi formulate. Ogni tentativo di sovrapporre il piano politico-amministrativo a quello giudiziario risulta pertanto improprio, fuorviante e privo di fondamento».
@riproduzione riservata

