Castellammare, scarcerato il figlio del boss D’Alessandro
CRONACA
5 febbraio 2026

Castellammare, scarcerato il figlio del boss D’Alessandro

metropolisweb

Giovanni D’Alessandro continuerà a seguire il processo che lo vede alla sbarra per estorsione ai domiciliari fuori regione. E’ quello che ha deciso il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Napoli che ha accolto l’istanza del suo legale, il penalista stabiese Antonio de Martino, sancendo l’allegerimento della misura cautelare per il 30enne figlio del boss Vincenzo D’Alessandro, nonostante il parere negativo dell’Antimafia. Giovanni D’Alessandro è stato arrestato lo scorso maggio nell’ambito di un blitz dell’Antimafia che portò all’esecuzione di 10 misure cautelari ai danni di soggetti ritenuti vicini al clan con roccaforte a Scanzano, egemone nell’area stabiese da praticamente mezzo secolo. Il 30enne è accusato di estorsione aggravata dal metodo camorristico per in concorso con Giuseppe Oscurato, braccio destro del padre, avrebbe costretto la proprietaria di un’attività commerciale di Castellammare ad estromettere dal proprio locale  i gestori di una tabaccheria. L’Antimafia ha chiesto per Giovanni D’Alessandro alla requisitoria del processo che lo vede alla sbarra 4 anni di carcere. Intanto questa mattina alla corte d’Assise riprenderà il processo a cui è imputato Vincenzo D’Alessandro con l’accusa di essere il mandante di quattro omicidi di camorra commessi nel 2009. Tra questi quello dell’ex consigliere comunale del Pd di Castellammare Gino Tommasino. In programma  la conclusione del contro esame del collaboratore di giustizia Renato Cavaliere, ex killer della cosca ed esecutore materiale del delitto di Gino Tommasino. Il «pentito» è uno dei teste chiave del processo e nel corso del suo esame ha fornito in aula nuove dichiarazioni che di fatti «hanno incastrato» il boss Vincenzo D’Alessandro e Sergio Mosca, ras della cosca di Scanzano accusato di essere l’altro mandante del delitto di Gino Tommasino. Vincenzo D’Alessandro è accusato di essere il mandante anche dell’omicidio di Antonio Vitiello e del duplice omicidio di Carmine D’Antuono e dell’innocente Federico Donnarumma.