Cocaina nella movida di Sorrento, gli squilli dei clienti sul telefono del pusher
La cocaina viaggiava silenziosa, nascosta sotto il cambio di una Smart, diretta verso i luoghi della cosiddetta «Sorrento bene». Una droga destinata a clienti insospettabili, rampolli e volti noti della movida costiera, che martedì sera aspettavano invano la loro consegna. I telefoni squillavano senza sosta, messaggi e chiamate si accumulavano sul display del pusher, persino mentre la polizia stava già frugando nella sua auto. Nomi e numeri che, in molti casi, non erano affatto sconosciuti agli agenti. È così che si è chiuso l’ennesimo capitolo della lotta al traffico di stupefacenti sul territorio della penisola sorrentina. Un’operazione scattata martedì sera e culminata ieri mattina con il processo per direttissima, che conferma come la cocaina continui a essere una presenza costante – e richiesta – anche nei contesti più insospettabili della costa. Martedì sera il personale del commissariato di Sorrento era impegnato in un’attività di controllo mirata lungo le arterie principali del territorio costiero, su impulso della Questura di Napoli. Un servizio che si inserisce nel solco delle operazioni già condotte nelle ultime settimane e che hanno portato a diversi arresti e al sequestro di ingenti quantitativi di droga, in particolare cocaina, destinata al mercato locale. A insospettire gli agenti della squadra volanti, agli ordini dell’ispettore Gaetano Starace e coordinati dal vice questore Alfredo Petriccione, è stata una Smart che si avvicinava al centro cittadino. Nulla di apparentemente anomalo, se non l’espressione tesa del conducente. Uno sguardo che, secondo i poliziotti, tradiva molto più di quanto l’auto lasciasse intendere. Il veicolo è stato fatto accostare sul ciglio della strada, a pochi passi dal cuore di Sorrento. Prima la perquisizione personale, poi il controllo accurato della citycar. Un’ispezione meticolosa, durata diversi minuti, finché l’intuizione iniziale non ha trovato conferma: sotto il cambio dell’auto erano nascosti 8 involucri contenenti cocaina del peso di circa 7 grammi, pronti per essere distribuiti. Nel frattempo, il telefono dell’uomo continuava a vibrare. Chiamate e messaggi da parte dei clienti che attendevano la consegna della droga, ignari del fatto che il loro fornitore fosse già finito nella rete della polizia. Alcuni dei nominativi comparsi sul display sarebbero stati immediatamente riconducibili ad ambienti noti di Sorrento, dettaglio che conferma come il consumo di stupefacenti non conosca barriere sociali. Per il pusher, un 50enne di Castellammare di Stabia, è scattato l’arresto in flagranza di reato. La cocaina è stata posta sotto sequestro, così come la Smart utilizzata per il trasporto. Ieri mattina l’uomo è comparso davanti al giudice del tribunale di Torre Annunziata per il processo per direttissima. Un arresto che, ancora una volta, accende i riflettori su un traffico che continua a muoversi sottotraccia.

