Dossier in prefettura, politici sotto accusa e progetti nel mirino a Torre Annunziata
Un dossier anonimo in prefettura riaccende i riflettori su Torre Annunziata mentre la commissione d’accesso passa al setaccio gli atti del Comune. Nel pieno delle verifiche avviate dalla commissione d’accesso nominata il 2 gennaio, già concentrata sulla documentazione prodotta negli ultimi due anni dall’ente, in Prefettura compare una segnalazione senza firma che punta ai presunti legami tra amministrazione comunale e criminalità organizzata. Il documento, consegnato come “memoria” di supporto, mette in fila nomi e circostanze che riguarderebbero sia esponenti di maggioranza sia figure dell’opposizione, ricostruendo rapporti personali, intrecci d’affari e contatti indiretti ritenuti meritevoli di approfondimento. Nel mirino finirebbero quindici tra assessori e consiglieri, con riferimenti a frequentazioni, parentele, collaborazioni professionali e percorsi societari indicati come possibili zone d’ombra. Le accuse, al momento, restano sul piano delle ipotesi contenute nell’anonimo, ma il tempismo dell’invio incide sul clima istituzionale: mentre la commissione continua a lavorare sugli atti, la comparsa del dossier amplia il perimetro degli elementi da verificare, imponendo di separare ricostruzioni e riscontri. Nelle pagine della segnalazione vengono accesi “campanelli d’allarme” anche sui progetti in corso e sulle presunte “mire” di alcuni su interventi considerati strategici per la città. Tra i punti indicati compaiono il porto, i capannoni dell’ex Deriver, il Santa Lucia e l’ex area Damiano, oltre a due servizi ritenuti sensibili: la riscossione dei tributi e la gestione delle strisce blu, che da oltre sei anni non viene affidata. Molti temi sui quali, come già raccontato da Metropolis, la commissione ha chiesto atti e procedure. Il testo descrive questi snodi come possibili terreni di pressione, richiamando l’attenzione su appalti, concessioni e passaggi amministrativi che, per risorse e interesse sul territorio, richiederebbero controlli serrati e tracciabilità. In questo scenario, il lavoro della commissione d’accesso procede lungo il mandato: ricostruire la catena delle decisioni, valutare la regolarità degli affidamenti, incrociare delibere, determine, pareri e contratti, e verificare l’eventuale presenza di condizionamenti, anche solo tentati. La segnalazione anonima non sostituisce gli accertamenti formali, ma aggiunge un livello di attenzione su persone e dossier, con la necessità di verificare ogni riferimento attraverso fonti e atti ufficiali. Per Torre Annunziata la fase resta delicata: l’azione amministrativa prosegue mentre le istituzioni preposte al controllo intensificano le verifiche, e il confine tra sospetto e prova diventa la linea su cui si misura la tenuta di Palazzo Criscuolo. Il nodo decisivo è trasformare un elenco di insinuazioni in accertamenti puntuali, perché solo il riscontro documentale può chiarire se i legami evocati siano consistenti o infondati e se i progetti indicati rappresentino davvero il cuore di eventuali interessi illeciti.


