Esplode la protesta delle guide turistiche sul Vesuvio
CRONACA
5 febbraio 2026

Esplode la protesta delle guide turistiche sul Vesuvio

Metropolis

Il caso è stato sollevato dall’associazione “Presidio permanente vulcani campani”, 26 professionisti attendono il via libera da luglio, denunciando un monopolio che danneggia turismo e sicurezza.

È scontro aperto sulla gestione dei servizi turistici al Gran Cono del Vesuvio. Ventisei guide vulcanologiche, nonostante abbiano ottenuto la regolare abilitazione della Regione Campania, denunciano l’impossibilità di esercitare la propria professione sul celebre sentiero numero 5.

A farsi portavoce del malcontento è Gennaro Balzano, presidente dell’associazione “ Presidio permanente vulcani campani”, che definisce la situazione paradossale. Secondo Balzano, infatti, il blocco non colpisce solo il diritto al lavoro dei singoli professionisti, ma danneggia l’intero sistema di accoglienza e sicurezza di uno dei siti naturalistici più visitati d’Europa.

La vicenda nasce lo scorso luglio, quando la Regione Campania ha approvato una delibera storica per superare il vecchio sistema al numero chiuso, che era fermo da quasi trent’anni. L’obiettivo della nuova legge era ampliare l’organico delle guide per rispondere meglio a un flusso turistico che supera i 700.000 visitatori l’anno.

Tuttavia, l’applicazione della norma si è arenata, di fatto Balzano accusa le 37 guide storiche attualmente operative sul cratere di voler mantenere un monopolio lavorativo ed economico, avendo queste ultime impugnato la legge regionale davanti al TAR e diffidato i nuovi colleghi dall’entrare in servizio.

Sotto accusa finisce anche l’Ente Parco del Vesuvio, additato come soggetto gestore che non avrebbe ancora fornito riscontri operativi nonostante i solleciti e le nuove disposizioni legislative.

Secondo l’associazione di categoria, questo stallo favorisce un servizio di accompagnamento non più idoneo alla mole di turisti e alle necessità di sicurezza del vulcano, lasciando 26 professionisti in un limbo burocratico e legale che dura ormai da oltre sei mesi.