Gli algoritmi manipolano il nostro pensiero. Se n’è accorta anche la Chiesa
Si diceva che erano i media a manipolare il pensiero la verità è che lo fanno, benissimo, gli algoritmi dei social. Se n’è accorta anche la Chiesa. «La libertà è il valore più importante che abbiamo: è il punto di partenza di tutti i nostri diritti. Senza libertà non c’è dignità e siamo privati del diritto di scegliere come vivere. Per questo la libertà non è un bene qualunque, ma il bene che rende possibili tutti gli altri. Lo afferma il cardinale Mario Grech, segretario generale del Sinodo dei vescovi.
La libertà è anche uno dei grandi problemi del nostro tempo perché è diventata fragile, spesso confusa e malintesa. «Oggi – dice il vescovo – pensiamo che ogni desiderio debba diventare un diritto. Abbiamo finito per confondere la libertà con il fare ciò che ci piace. A volte pensiamo che essere liberi significhi fare tutto senza limiti. Ma questa non è libertà. Senza limiti non cresciamo: ci perdiamo».
Ma la libertà è continuamente minacciata da forze che cercano di opprimerla, spesso in modo subdolo e se noi non impariamo a riconoscere queste insidie, la libertà non viene semplicemente limitata: viene lentamente spenta, svuotata dall’interno. Basta guardare quanto gli algoritmi influenzano la nostra vita di ogni giorno: ci dicono cosa guardare, comprare, desiderare e perfino cosa pensare. Abbiamo l’impressione di essere liberi perché possiamo scegliere, ma spesso scegliamo solo tra le opzioni che qualcuno ha deciso per noi».
Il cardinale segnala anche il rischio della paura, usata da chi vuole controllare le persone perché è più facile comandare chi è spaventato e vive nella miseria. «E’ l’inizio di ogni forma di schiavitù – osserva – perché quando la paura confonde la mente e raffredda il cuore, diventa difficile capire cosa è giusto e cosa è sbagliato».


