Lotta alla criminalità, Gratteri: «bisogna modificare il codice di procedura penale»
«Arrendersi alla criminalità organizzata? Assolutamente no». È netto il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, intervenuto questa mattina in diretta alla trasmissione Campania 24, in onda su Canale 9. Rispondendo alle domande del conduttore Vincenzo Mele, Gratteri ha ribadito la necessità di un impegno costante e condiviso nella lotta alla criminalità: «Dobbiamo lavorare ogni giorno sempre di più e meglio, facendo più sinergia».
Il procuratore ha però evidenziato le difficoltà strutturali del sistema, sottolineando che «ci sono carenze di organico nelle forze dell’ordine e pochi mezzi nella magistratura».
Una situazione che, secondo Gratteri, impone di «fare il massimo con quello che abbiamo, ma allo stesso tempo chiedere più efficienza e una maggiore collaborazione tra le istituzioni». Napoli, ha aggiunto, «è una città effervescente, nel bene e nel male. Ciascuno di noi, in base al ruolo e alla funzione che ricopre, deve fare fino in fondo la propria parte. Bisogna mettere la persona giusta nel posto giusto».
Il procuratore ha infine spiegato che la Procura sta lavorando per implementare tutto ciò che è già stato fatto in passato, rafforzando gli strumenti esistenti.
Nel corso della stessa trasmissione, Gratteri è tornato anche sui fatti di Torino, commentando l’aggressione agli agenti di polizia da parte di un gruppo di manifestanti. «Guardando quei video posso dire che siamo di fronte a delinquenti che devono assolutamente stare in carcere», ha spiegato.
Allo stesso tempo, ha precisato che serve una modifica al codice di procedura penale per fare in modo che queste persone restino in galera.


