Sgominata la “banda della marmotta”, 5 arresti, 17 assalti ai bancomat
CRONACA
5 febbraio 2026

Sgominata la “banda della marmotta”, 5 arresti, 17 assalti ai bancomat

Carmen Caldarelli

Una scia di esplosioni lunga oltre mille chilometri, che ha attraversato quattro regioni in poco più di trenta giorni. I Carabinieri di Taranto hanno messo fine alla corsa della cosiddetta “banda della marmotta”, fermando 5 persone ritenute responsabili di ben 17 colpi ai danni di sportelli bancomat tra Puglia, Basilicata, Campania e Lazio.

L’inchiesta, coordinata dalla procura di Taranto con il PM Francesca Colaci e il procuratore Capo Eugenia Pontassuglia, ha portato in carcere Castaldo Bartolo (46 anni, Bari), che è ritenuto la mente del gruppo, il quale ha anche precedenti per associazione mafiosa con il clan Parisi, Rocco Fronza (20 anni, Palagiano), Valentino Intini (21 anni, Massafra), Simone Vinella (20 anni, Grumo Appula) e Alessandro Longo (28 anni, Grumo Appula).

Le indagini sono partite dall’esplosione registrata il 15 novembre 2025 a Montemesola (Taranto), da lì, gli inquirenti hanno riconosciuto la mappa degli assalti eseguiti con la tecnica della “marmotta”, un congegno metallico riempito di polvere pirica inserito nelle fessure dei bancomat.

I primi colpi sono avvenuti a Monteiasi, Palagiano, Mottola e Scanzano Jonico, per poi estendersi nel resto nella nazione nelle province di Frosinone, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno, Foggia e Cosenza.

L’ultimo colpo risale alla notte tra il 2 e il 3 febbraio, ai danni dello sportello del Medio Credito Centrale di Santa Margherita di Savoia, nel foggiano.

Il gruppo operava con estrema rapidità e violenza, utilizzando cariche esplosive per sventrare le casseforti e prelevare il contante in pochi minuti. Un modus operandi che ha causato ingenti danni strutturali agli istituti di credito coinvolti, oltre al furto di grosse somme di denaro.​