Castellammare. Controlli col metal detector, la preside del liceo Severi: «Studenti sereni»
Agenti con i metal detector e cani anti-droga all’esterno del liceo Severi di Castellammare di Stabia per controllare gli alunni che si apprestano ad entrare nell’istituto prima delle lezioni. Studenti invitati ad aprire gli zaini e a mostrare il contenuto – appena l’aggeggio elettronico in dotazione alla polizia emette un suono che segnala la presenza di oggetti metallici – e annusati dai cani capaci di individuare sostanze stupefacenti. Una misura di prevenzione disposta dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che è stata intensificata in tutta Italia dopo l’omicidio di Abanoub Youssef, diciottenne ammazzato in classe nell’istituto professionale Domenico Chiodo di La Spezia. Nella giornata di ieri gli agenti guidati dal commissario capo della polizia di stato, Valentina Iuliano, in servizio presso la questura di Napoli, sono stati impegnati nei controlli a sorpresa che in questa occasione hanno riguardato il liceo Severi di Castellammare di Stabia. Alla presenza della dirigente Elena Cavaliere hanno atteso l’arrivo degli studenti che ad uno ad uno sono stati controllati con i metal detector. «Uno strumento che ci permette di rilevare la presenza di oggetti metallici lesivi, strumenti da punta, da taglio, lame», ha spiegato la dottoressa Iuliano «se il metal detector emette un suono acustico, viene chiesto agli studenti di mostrarci di cosa si tratta». Il risultato dei controlli è confortante. «Abbiamo registrato una quasi assenza di strumenti lesivi da quando abbiamo avviato queste iniziative, d’altronde anche la sola possibilità di questi controlli ha un effetto deterrente», spiega la dottoressa Iuliano in diretta con Rainews, raccontando anche «di un atteggiamento di assoluta collaborazione da parte degli studenti, che percepiscono maggiore sicurezza con la nostra presenza». Il commissario capo ha spiegato anche che «è sempre prevista la partecipazione di un agente donna a questi controlli per rasserenare le ragazze» e che agli studenti «viene detto di stare tranquilli, perché si tratta di un semplice controllo che dura pochi secondi e permette di svolgere l’attività scolastica in totale sicurezza». All’esterno dell’istituto Severi nella giornata di ieri c’era anche la dirigente Elena Cavaliere. «La sicurezza è l’obiettivo di tutto, scuola, famiglie, studenti e per questo motivo siamo contenti dei controlli», ha spiegato aggiungendo «i ragazzi sono preparati perché il nostro istituto ha avviato da tempo un percorso di legalità partecipata, che ci ha permesso di attivare protocolli con polizia, carabinieri, guardia di finanza e marina militare. I nostri studenti hanno rapporti con le forze dell’ordine durante le ore di educazione civica, progetti di legalità e orientamento. Questo è il motivo per cui non sono impauriti, sanno che non si tratta di repressione». Secondo la dirigente, tuttavia, allargando il discorso «questa è la cura nei momenti di emergenza, ma bisogna arrivare alla prevenzione attivando percorsi di ascolto. Noi abbiamo già cominciato con lo psicologo a scuola, le ore di orientamento e i progetti di legalità».

