Commissione d’accesso a Torre Annunziata, Pd in frantumi: consiglieri divisi nello scontro con Passeggia
CRONACA
6 febbraio 2026

Commissione d’accesso a Torre Annunziata, Pd in frantumi: consiglieri divisi nello scontro con Passeggia

Metropolis

Il Pd di Torre Annunziata vive ore di forte tensione interna: il gruppo consiliare prende posizione contro il segretario cittadino Ciro Passeggia, ma l’atto politico non è compatto e fa emergere nuove fratture. Sullo sfondo resta la spaccatura nei numeri: manca la firma della quinta consigliera, Antonietta Colletto, che anche stavolta non si allinea al gruppo, dopo non aver sottoscritto il documento di sostegno al sindaco Corrado Cuccurullo all’arrivo della commissione d’accesso.  In quell’occasione, insieme a +Europa – rappresentata in aula da Maria Di Maio -, fu una delle due sole esponenti della maggioranza a non firmare; oggi la sua scelta ribadisce un quadro politico sempre più fragile e attraversato da più linee di frattura.

Il gruppo consiliare dem ha formalizzato una presa di distanza netta dal segretario, dopo che lo stesso nei giorni scorsi aveva chiesto agli organi regionali di revocare l’appoggio al sindaco Corrado Cuccurullo a seguito della nomina di una commissione di indagine al Comune, affidando a un documento una critica severa alla sua linea e al suo operato, in particolare sulla gestione del dibattito seguito all’insediamento degli ispettori della Prefettura.

A firmare il testo sono i quattro consiglieri: Fabio Giorgio, Nella Monaco, Gaetano Ruggiero e Luisa Acunzo. Un passaggio che certifica uno scontro ormai aperto tra i consiglieri e la segreteria cittadina. Nel documento i firmatari rivendicano «il nostro pieno rispetto per l’operato dello Stato e della Prefettura» e ricordano che «la legalità e la verifica della trasparenza amministrativa sono presidi democratici che non devono mai essere messi in discussione», ma allo stesso tempo lanciano «un invito alla massima prudenza», avvertendo che procedure di questo tipo, se «caricate di eccessiva enfasi o strumentalizzate nel dibattito politico», possono produrre «danni reputazionali e amministrativi gravissimi».

Auspicano quindi che «il lavoro della Commissione si svolga con il dovuto rigore ma lontano dal clamore delle fazioni, evitando che uno strumento di garanzia si trasformi in una sentenza anticipata» e prendono esplicitamente le distanze dalla linea del segretario: «prendiamo le distanze dalla nota diffusa dal Segretario Passeggia che invece utilizza in modo capzioso l’insediamento della commissione di accesso al Comune come strumento di lotta politica».

Nel testo arriva anche un affondo diretto: «Il sig. Passeggia prima di avventurarsi nel diffondere note scritte prive di qualsiasi pregio dovrebbe riflettere sul fallimento politico che ha contraddistinto il suo operato politico», accusandolo di tentare «disperatamente di trasformare un atto tecnico e ispettivo in un’arena di scontro di parte». Da qui la richiesta di un intervento dei livelli superiori: «auspichiamo un intervento politico da parte dei vertici provinciali e regionali del Pd» per scongiurare strumentalizzazioni, con una chiusura che suona come monito: «l’uso politico delle istituzioni è un veleno per la democrazia» e «la Commissione è uno strumento di garanzia, non un’arma di distruzione dei territori», fino all’invito finale: «Lasciamo che lo Stato lavori in silenzio e con rigore».

Da un lato, dunque, lo scontro con la segreteria; dall’altro, la mancata compattezza interna al gruppo consiliare, con Colletto che anche in questo caso sceglie di non allinearsi, rendendo ancora più incerto l’equilibrio politico in una fase già delicata per la città e per l’amministrazione.