L’urlo dei familiari del panettiere di Sarno ucciso nel suo negozio: «Ergastolo all’assassino»
CRONACA
6 febbraio 2026

L’urlo dei familiari del panettiere di Sarno ucciso nel suo negozio: «Ergastolo all’assassino»

Mario Memoli

Oggi la convalida del fermo di Andrea Sirica, il 34enne che ha ucciso con 18 coltellate il panettiere Gaetano Russo, 61 anni, nel negozio di piazza Sabotino a Sarno. Per quel delitto, avvenuto tra lunedì e martedì, la famiglia della vittima- assistita da Giovanni Annunziata- chiederà l’aggravamento della contestazione (per ora è omicidio volontario) e quindi l’ergastolo. «Si tratta di un omicidio violento ed efferato», dice il legale della famiglia Russo. «Punterò ad ottenere le due contestazioni alle aggravati che credo siano fondamentali – dice – Parlo dell’aggravante dei motivi abbietti e futili e della efferatezza dell’omicidio». L’autopsia, che è stata disposta nelle prossime ore dal Pm, ha la funzione di accertare proprio questo, anche in base alla profondità delle ferite inferte. È un omicidio violento, efferato. Il legale sarà a presidiare perché vengano contestate le giuste aggravanti di questo reato. E la pena dell’ergastolo, secondo il legale,  è compatibile con la condotta di Sirica. Un soggetto che ha deciso deliberatamente di uccidere una persona.  La moglie, i figli, sono sotto shock. Le indagini sono condotte dal commissariato della polizia di Stato di Sarno, col vice questore Pio D’Amico, coordinate dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore, pm Federica Loconte.

Da una prima ricostruzione, Sirica è arrivato in via Paolo Falciani, a ridosso di piazza Sabotino, e ha suonato al citofono. Gaetano aveva appena finito di lavorare nel laboratorio, era pronto a chiudere e andare a casa, al piano di sopra. La figlia 19enne si è avvicinata e ha aperto. Un gesto di fiducia, di accoglienza, come spesso facevano con quell’uomo problematico quando gli davano un pasto caldo e dell’acqua. Martedì notte, però, è accaduto l’imponderabile. Sirica, in evidente stato di alterazione avrebbe iniziato a inveire contro la ragazza, a quel punto Russo sarebbe intervenuto per difendere la figlia e metterla al sicuro.

Il 34enne avrebbe impugnato il coltello prelevandolo dal bancone e si sarebbe scagliato contro il 61enne. Un colpo dopo l’altro, completamente fuori controllo, con una violenza che ha lacerato il corpo di Gaetano. La figlia avrebbe tentato di fermare il killer, supplicando di smettere, gli si sarebbe anche attaccata al collo per bloccarlo, tanto da rimanere ferita a una mano. Poi, si è barricato nel negozio con accanto il corpo senza vita del panettiere. Poi l’arrivo delle forse dell’ordine, una volta fuori, alcuni presenti lo hanno assalito e ha rischiato il linciaggio. Gli inquirenti indagano anche sull’ipotesi di un tentativo di rapina, si cerca di capire se il 34enne abbia cercato di portare via soldi dalla cassa. Questo cambierebbe in parte lo scenario nel quale si è consumata la tragedia. Stamani in carcere a Salerno la convalida del fermo da parte del gip del Tribunale di Nocera Inferiore al quale, dopo 72 ore in cella, Sirica potrebbe rilasciare dichiarazioni su quanto avvenuto nel negozio del panettiere.