Un piazzale porterà il nome di Alessandro Ambrosio, il capotreno originario di San Giuseppe Vesuviano ucciso a Bologna
Un piazzale porterà il nome di Alessandro Ambrosio, il capotreno originario di San Giuseppe Vesuviano, che un mese fa è stato ucciso nella stazione di Bologna da un 36enne croato senza alcun apparente motivo. La decisione è stata presa dal sindaco della città felsinea che ha annunciato il provvedimento. «Le parole dei genitori di Alessandro Ambrosio sono cariche di amarezza e come prima cosa vorrei rinnovare loro la vicinanza mia e della comunità bolognese: abbiamo avuto modo di sentirci in questo periodo e posso solo immaginare il dolore che stanno affrontando. Credo sia doveroso accogliere la proposta di intitolare ad Alessandro il piazzale Ovest della stazione, come Comune siamo disponibili a farlo e ci attiveremo anche con Grandi Stazioni, la società del gruppo Fs che gestisce la stazione, per procedere in questa direzione». A dirlo è il sindaco di Bologna Matteo Lepore, che interviene così sulla vicenda dell’omicidio del capotreno 34enne, accoltellato a morte esattamente un mese fa in un’area riservata ai dipendenti di un parcheggio della stazione ferroviaria del capoluogo emiliano. Per l’omicidio di Ambrosio è indagato il 36enne croato Marin Jelenic, che ieri pomeriggio è stato interrogato in Procura e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Da parte sua, Lepore annuncia di «aver già dato mandato alla nostra avvocatura di valutare la costituzione di parte civile nel processo per essere al fianco della famiglia, dove speriamo possano finalmente emergere risposte alle tante domande che, come giustamente rimarcato oggi dai genitori di Alessandro, restano ancora senza risposta». Per quanto riguarda il tema della messa in sicurezza della stazione, Lepore fa sapere che «siamo in attesa che il prefetto dia seguito a quanto detto nell’ultimo Comitato per l’ordine pubblico, cioè che Ferrovie ci avrebbe in questi giorni consegnato un progetto per la messa in sicurezza della stazione di Bologna». Sul punto, il primo cittadino propone che, «sulla scorta di quanto già sottoscritto per le stazioni di Milano, Roma, Napoli e Firenze, ci sia un accordo con il ministero degli Interni per rafforzare, a Bologna, la dotazione di agenti e di sistemi di sicurezza per tutta l’area attorno alla stazione».

