Castellammare. Condoni edilizi a Varano, il centrosinistra si spacca
L’ipotesi di condoni edilizi a Varano torna ad agitare le acque all’interno del centrosinistra. Una discussione lunga almeno vent’anni, che ha visto naufragare nel corso del tempo tutte le proposte messe in campo dagli urbanisti che avevano immaginato verifiche con i georadar nel sottosuolo – per verificare la presenza di reperti archeologici in zone edificate – o la perimetrazione ridotta dell’area vincolata, pur di riuscire a sanare gli abusi edilizi.
«Come si può immaginare un piano di rigenerazione per il pianoro di Varano, senza avere ancora approvato piano urbanistico comunale?», è questa la domanda che pone oggi Base Popolare all’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza. Per la civica di centrosinistra, rappresentata in aula da Maurizio Apuzzo, è impossibile immaginare un piano di riqualificazione per una parte – seppur importante – del territorio senza avere una visione complessiva dello sviluppo della città. E senza comprendere come possa essere collegato con il sistema di trasporti cittadino, il recupero del termalismo, il rilancio del centro storico, lo sviluppo del porto e la definizione del futuro delle aree industriali dismesse.
La polemica nasce dalla presentazione in consiglio comunale di giovedì del Masterplan – realizzato dai docenti del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli -, che prevede la trasformazione del pianoro di Varano in un parco agri-archeologico, valorizzando le ville di epoca romana già portate alla luce, ipotizzando nuovi scavi, ma anche riaprendo alla possibilità di condoni edilizi nella zona collinare. Un masterplan stralciato dal Piano Urbanistico Comunale (lo strumento che definisce le regole, le destinazioni d’uso e le modalità di trasformazione del territorio), che non è mai approdato in consiglio comunale e stagna in commissione urbanistica ormai da quasi due anni.
«Non è in discussione l’apporto e la serietà del lavoro svolto dall’Università», è la premessa di Base Popolare che si scaglia però contro l’amministrazione «più che una visione coraggiosa, appare una forzatura istituzionale». E qui la civica rappresentata in aula da Maurizio Apuzzo affonda il colpo «si pretende di superare lo stallo amministrativo sulle pratiche di condono, uno dei nodi più delicati, complessi e giuridicamente esplosivi dell’intera città, con una bozza di masterplan, come se bastasse un rendering a sciogliere problemi che affondano le radici in vincoli archeologici, norme statali, sentenze e responsabilità amministrative sedimentate da decenni».
In pratica, secondo Base Popolare l’approvazione del Piano Urbanistico Comunale – che è il vero strumento di pianificazione del territorio – verrebbe bypassato, rischiando di non avere una visione complessiva dello sviluppo della città e mettendo a rischio lo stesso piano di rilancio di Varano. «Cosa ha impedito di approvare il Puc in questi due anni? C’è il dovere di chiarirlo», tuona la civica rappresentata in aula da Maurizio Apuzzo, che aggiunge «le scelte e gli atti che riguardano gli strumenti di governo del territorio, lo sviluppo della città e la tutela dei diritti legittimi dei cittadini stanno procedendo, ormai da tempo, in modo confuso, contraddittorio e in palese violazione delle procedure previste dalla normativa vigente».

