Napoli, uccisa dal fratello. Il Gip: “Il quartiere è omertoso”
Napoli. “Rattrista la diffusa omertà della gente del quartiere, che subito fa scudo intorno all’indagato: Jlenia Musella è ormai morta, resta sullo sfondo, quello che deve essere ‘difeso’ è lui, Giuseppe, per tutelare il quale tutti coloro che sono stati sentiti, finanche la madre, si trincerano dietro penosi ‘non ricordo’, se non addirittura menzogne”. Così, il gip di Napoli Aufieri, nell’ordinanza con la quale ieri sera ha convalidato il provvedimento di fermo emesso nei confronti di Giuseppe Musella, il ventottenne che nel pomeriggio del 4 febbraio scorso ha ucciso con una coltellata alla schiena la sorella Jlenia, di 22 anni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti (Squadra Mobile e Procura) contrariamente a quanto affermato nella confessione, Giuseppe aveva il coltello in mano quando ha colpito “con forza e determinazione” la sorella, e non, invece, l’ha lanciato, come invece ha detto in questura e ripetuto in occasione dell’udienza di convalida di ieri.
L’idea del Gip.
Per il gip infatti ‘non convince affatto” il lancio a distanza del coltello che “allora rimasto conficcato nella schiena fino all’intervento di qualcuno”. Musella, secondo il giudice, “non è stato capace di controllare i suoi impulsi” ha invece conservato la lucidità nei momenti successivi all’omicidio, tornando nel quartiere, procurandosi la droga, che assume, e poi si reca dai familiari del padre detenuto dove si libera del cellulare e, sostiene il gip, “pianifica il da farsi”.

