Castellammare trionfa sul Po: Buonocore e Cavallaro d’oro nell’Otto Under 19
SPORT
8 febbraio 2026

Castellammare trionfa sul Po: Buonocore e Cavallaro d’oro nell’Otto Under 19

Michele Imparato

Il Po si tinge d’azzurro e parla stabiese nella prestigiosa regata internazionale “D’Inverno sul Po”. Nelle acque torinesi, la tradizione del canottaggio di Castellammare di Stabia ha brillato ancora una volta grazie alle prestazioni dei suoi giovani atleti, capaci di imporsi in un contesto di altissimo livello che ha visto dominare le imbarcazioni italiane nelle categorie Senior, Under 23 e giovanili.

Il momento d’oro per il canottaggio locale è stato suggellato dal successo dell’otto Under 19 maschile. Tra i protagonisti assoluti di questa vittoria figura Giovanni Di Dio Buonocore, giovane talento che continua a portare in alto il nome del Circolo Nautico Stabia. Buonocore, insieme ai compagni di barca (Diego Caruso, Riccardo De Girolamo Vitolo, Roberto Terranova, Leonida Altair Arra, Mattia Carboncini, Matteo L’Ala, Carlo Cavallaro e la timoniera Morgana Maroni), ha dimostrato una coordinazione impeccabile, permettendo all’armo italiano di staccare gli avversari e chiudere una gara magistrale.

Il trionfo a Torino non è un caso isolato per Buonocore. Solo pochi mesi fa, il giovane canottiere stabiese si era messo in luce ai Campionati Italiani di Ravenna, conquistando una splendida medaglia d’argento nel “doppio” Under 19 in coppia con Carlo Cavallaro, sfiorando il titolo per appena 9 centesimi. Questo nuovo oro nell’otto conferma la sua versatilità e il suo ruolo di pilastro per il futuro della disciplina. La città di Castellammare di Stabia si conferma ancora una volta una fucina di campioni. Il successo di Giovanni Di Dio Buonocore non è solo un traguardo personale, ma il risultato del lavoro costante svolto nelle acque di casa, sotto l’egida di una scuola remiera che non smette di sfornare atleti pronti per la nazionale azzurra. Le “barche azzurre” tornano a casa con un bottino pesante, ma è il sorriso dei ragazzi come Giovanni a raccontare meglio di qualunque cronometro la passione e il sacrificio che si celano dietro ogni colpo di remo.