False dichiarazioni, rinvio a giudizio per 4 politici a Torre Annunziata
Piove sul bagnato per l’amministrazione Cuccurullo, rinviati a giudizio quattro amministratori oplontini: l’accusa è di false attestazioni in dichiarazioni al Comune su incompatibilità legate a debiti nei confronti dell’Ente. I consiglieri comunali Raffaella Celone, Maria Di Maio e Raffaele De Stefano, insieme all’ex assessore Gianfranco Scafa, sono finiti davanti al Gup Feminiano dopo gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla Procura di Torre Annunziata e notificati dalla guardia di finanza lo scorso marzo. Una notizia che arriva in un momento particolare per l’amministrazione del sindaco Corrado Cuccurullo, sotto i riflettori anche della commissione d’accesso inviata dal Prefetto lo scorso 2 gennaio per il rischio di infiltrazione camorristica. Al centro del procedimento c’è l’ipotesi di reato richiamata dagli articoli 495 del codice penale e 76 del d.p.r. 445/2000, che puniscono la «falsa attestazione a un pubblico ufficiale sulla identità o su qualità personali proprie o di altri». Le indagini, condotte dalle fiamme gialle su delega della Procura, ricostruiscono quanto sarebbe quando hanno accettato la carica a seguito delle elezioni comunali: in quel momento i tre consiglieri e l’assessore, poi dimessosi, avrebbero consegnato al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza del Comune una dichiarazione sostitutiva di notorietà con informazioni ritenute non veritiere. In particolare, avrebbero attestato l’assenza di cause di incompatibilità previste dalla legge, dichiarando di non avere debiti esigibili per imposte, tasse o tributi verso l’ente e di non essere stati messi in mora. Le verifiche successive, però, avrebbero smentito quelle affermazioni, facendo emergere posizioni debitorie diverse per entità ma rilevanti nell’impianto accusatorio. Secondo quanto emerso, la situazione economicamente più consistente sarebbe quella dell’ex assessore Scafa, con un debito quantificato in 33.828,75 euro nei confronti del Comune. Per Maria Di Maio, consigliera di +Europa, le contestazioni riguarderebbero un mancato versamento Imu di 142,51 euro relativo a una quota di immobile in cui vivrebbe la madre; la somma risulta già saldata. Raffaele De Stefano, esponente di Torre dei Valori, avrebbe invece omesso il pagamento Tari-Tares per un totale di 1.926,24 euro: in merito aveva spiegato di non essere a conoscenza della competenza tra Soget e Publiservizi e di aver provveduto al versamento appena informato. Diversa la vicenda di Raffaella Celone, consigliera di Area Socialista: il debito contestato riguarda 596,06 euro di Imu del 2013 che sarebbe stato pagato nel 2022 sull’Iban indicato nella cartella esattoriale, ma nonostante ciò il Comune avrebbe continuato a richiedere l’importo, fino a due pignoramenti sullo stipendio all’inizio del 2024.

