Scandalo rifiuti tra il Vesuviano e l’Agro: niente sconti agli indagati
Traffico illecito di rifiuti speciali ed emissioni di fatture inesistenti: niente sconti per i coinvolti nell’operazione del Noe dello scorso fine gennaio. Si va al Riesame dopo le decisioni del gip di Salerno di respingere le istanze dei difensori. Furono 8 gli arrestati con 4 obblighi di dimora, altrettante società sul registro degli indagati e sequestro beni milionario. I destinatari di misure cautelari sono residenti a Scafati, Pagani, Nocera Inferiore, Salerno, Pompei e San Giuseppe Vesuviano. Le aziende invece hanno sede legale a Sarno, San Giuseppe Vesuviano, Contestata agli otto in manette l’associazione per delinquere.
Al centro dell’indagine anche un’azienda agricola e suinicola nel comune di Roccadaspide, dove i militari dell’Arma hanno trovato tonnellate di rifiuti tombati, tra i quali brucavano i maiali. Secondo la ricostruzione accusatoria, gli indagati avrebbero reiteratamente realizzato condotte di illecito smaltimento di rifiuti speciali pericolosi e non – in prevalenza scarti del trattamento dei rifiuti speciali/industriali, rifiuti tessili e frazione indifferenziata di Rsu – provenienti da impianti di napoletani e casertani avvalendosi di società di intermediazione del settore, al fine di conseguire profitto rappresentato dal risparmio di spesa derivante dalla mancata attivazione delle procedure di gestione dei rifiuti prescritte dalla legge. Ora l’attenzione si sposta al Riesame per la revoca delle misure cautelari, si attende la fissazione dell’udienza dopo gli interrogatori di garanzia e la decisione del giudice.

