Bagnoli, i cantieri non si possono fermare. Il sub commissario gela i comitati
La situazione legata ai cantieri per l’America’s Cup a Bagnoli sta vivendo una fase di forte tensione, segnata dal difficile equilibrio tra il rispetto delle scadenze internazionali e le proteste dei residenti per l’impatto ambientale e acustico dei lavori. In occasione di un vertice in Prefettura, il sub commissario Diomede Falconio ha spento ogni speranza su una possibile sospensione degli interventi, definendo tale ipotesi tecnicamente impossibile. Il rigido cronoprogramma è infatti blindato da contratti internazionali che prevedono penali salatissime in caso di ritardi, costringendo le ditte a turni di lavoro estenuanti che coprono l’intero fine settimana e le ore notturne per garantire la consegna dei siti nei tempi prestabiliti.
Parallelamente al tema della viabilità e del rumore, si è acceso il dibattito sulla qualità dell’aria. Falconio ha cercato di ridimensionare l’allarme relativo alle polveri sottili, sostenendo che i picchi registrati non siano direttamente imputabili ai cantieri. Secondo il sub commissario, l’aumento dei rilevamenti sarebbe causato da una perturbazione subsahariana che ha colpito l’intero Meridione, portando i livelli di Bagnoli a essere paradossalmente inferiori a quelli monitorati in zone centrali come il Museo Nazionale. Le autorità hanno quindi invitato alla prudenza nella lettura dei dati, parlando di una “grancassa” mediatica alimentata da rilevazioni parziali e non ancora validate.
Per tentare di ricucire lo strappo con la cittadinanza, il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha proposto l’istituzione di un tavolo di osservazione permanente. L’obiettivo è quello di superare il deficit informativo lamentato dai comitati, garantendo una maggiore trasparenza attraverso incontri mensili. Il percorso di mediazione si concentrerà su tre direttrici fondamentali: la tutela della salute pubblica, la gestione logistica del trasporto dei materiali e la definizione del futuro di Bagnoli al termine della competizione velica.
Nonostante l’apertura al dialogo, il clima resta teso. Mentre il Prefetto ha lodato la natura pacifica delle recenti manifestazioni, ha espresso ferma condanna per le scritte offensive apparse contro il sindaco Manfredi. La sfida delle istituzioni rimane dunque quella di accompagnare il quartiere verso questo grande evento internazionale, cercando di trasformare la protesta in una partecipazione civica costruttiva, pur nella consapevolezza che i tempi della macchina organizzativa non possono essere fermati.

