I comitati di Bagnoli disertano l’incontro in Prefettura. Una lettera che spiega l’assenza
I comitati di Bagnoli della rete “No America’s Cup” non partecipano all’incontro convocato in Prefettura dal prefetto Michele di Bari. Il vertice è il secondo incontro, dopo quello di martedì scorso, per cercare di mettere allo stesso tavolo amministrazione comunale partenopea e cittadini di Bagnoli che in queste settimane stanno manifestando contro gli interventi in corso nel quartiere in vista dell’America’s Cup.
Nella giornata di sabato, una manifestazione ha coinvolto quasi 4mila residenti che hanno sfilato per le strade di Bagnoli per esprimere il proprio dissenso rispetto alle scelte compiute e per tornare a chiedere la sospensione dei lavori.
Questo il testo diffuso dai comitati: «Sabato 7 febbraio la popolazione del quartiere di Bagnoli ha chiesto a gran voce l’immediato stop alle pericolosissime operazioni di messa in sicurezza della colmata a mare. Oggi, invece: in considerazione del mancato accoglimento della richiesta di sospensione dei lavori, condizione necessaria per qualsiasi possibile interlocuzione; in considerazione del goffo tentativo da parte del comune e della struttura commissariale di sfruttare l’annoso ricatto tra salute e lavoro, provando a collegare faziosamente il processo delle cosiddette ‘clausole sociali’ per il complessivo processo di bonifica con lo scempio in atto in queste settimane, mentre abbiamo specificato in ogni modo che quello che vogliamo a Bagnoli è la bonifica integrale e un lavoro stabile e sicuro; in considerazione dell’indifferenza che ha caratterizzato la giunta per ben due anni, quando abbiamo chiesto la convocazione di un consiglio comunale sul territorio, convocato invece adesso che tutte le decisioni sono state già prese: comunichiamo alla stampa e alle parti interessate che non parteciperemo all’incontro convocato per oggi 9 febbraio 2026 pomeriggio in Prefettura. I tentativi di recupero come la convocazione del Consiglio sono infatti insufficienti e inutili a placare le preoccupazioni e la rabbia degli abitanti. Qualsiasi riapertura del dialogo sarà possibile soltanto a lavori interrotti. C’è bisogno di garanzie concrete per un futuro fuori da speculazione e affarismi privati. Vogliamo bonifica, lavoro, salute, spiaggia, bosco».

