Maria Rosaria Boccia rinviata a giudizio per atti percesutori e lesioni all’ex ministro Sangiuliano
Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma ha disposto il rinvio a giudizio di Maria Rosaria Boccia, l’imprenditrice di Pompei al centro di una delle vicende giudiziarie e mediatiche più discusse degli ultimi mesi. La decisione segna un passaggio formale nell’inchiesta nata dalla denuncia presentata dall’ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, che si costituirà parte civile nel processo insieme alla moglie e all’ex capo di gabinetto del dicastero. Secondo l’accusa, Boccia dovrà rispondere di atti persecutori (stalking) aggravati, lesioni personali, interferenze illecite nella vita privata, diffamazione aggravata e false dichiarazioni nel curriculum presentato per l’organizzazione di alcuni eventi. Questi capi d’imputazione – contestati per fatti che si sarebbero verificati tra maggio 2024 e aprile 2025 – costituiscono il perimetro di un’inchiesta che ha fatto discutere l’opinione pubblica e che aveva già portato alle dimissioni di Sangiuliano dalla carica di ministro.
“Abbiamo rappresentato una serie di episodi che ci lasciano sconcertati seppur convinti dell’esito di quella che sarà la fase dibattimentale perché da giuristi non comprendiamo come sia possibile la configurazione dello stalking con la potestà che aveva Sangiuliano di interrompere quando voleva questo rapporto. Anche sul discorso delle lesioni ci sono incongruenze tra i medici che lo hanno visitato quel giorno e basare un rinvio a giudizio su un certificato depositato due mesi dopo”. Lo affermano i difensori di Maria Rosaria Boccia, gli avvocati Francesco Di Deco e Saverio Sapia.
”Ringraziamo la procura perché si tratta di un’imputazione fortemente innovativa e vede già nella relazione sentimentale l’attività di stalking. Sotto questo profilo è un capo di imputazione che riconosce la sottomissione nell’ambito della relazione, e ovviamente il giudice ha disposto il rinvio a giudizio. Un processo che riabilita a nostro giudizio il dottor Sangiuliano”. Così i legali di Gennaro Sangiuliano e della moglie, gli avvocati Silverio Sica Giuseppe Pepe, dopo l’udienza preliminare in cui è stata rinviata a giudizio Maria Rosaria Boccia. Parte civile è anche l’ex capo di gabinetto del dicastero Francesco Gilioli, rappresentato dall’avvocato Renato Archidiacono. ”Gilioli si è costituito parte civile perché giustamente si è sentito diffamato dalle informazioni propalate da Boccia in ordine – sottolinea il penalista – alla sottoscrizione di un contratto che non è mai stato sottoscritto e alla sparizione del contratto stesso. Vediamo lesa la sua immagine di alto funzionario dello Stato”.
Le parole dell’ex ministro Sangiuliano – ”Per me è stato un anno di profonda sofferenza, ho subito un’onda di violenza inaudita. Ho sempre avuto la massima fiducia nell’azione della magistratura e sono sicuro che la verità trionferà. Si sta capendo chi era la vittima e chi il carnefice. Chi ha onestà intellettuale rifletta sulle cose dette”. Lo dichiara Gennaro Sangiuliano, in merito al rinvio a giudizio di Maria Rosaria Boccia.

