Monaldi di Napoli: reparto d’eccellenza per la terapia intensiva neonatale
CRONACA
9 febbraio 2026

Monaldi di Napoli: reparto d’eccellenza per la terapia intensiva neonatale

Serena Uvale

Il Monaldi di Napoli si è consolidato come un punto di riferimento per tutto il Mezzogiorno nell’ambito della Terapia Intensiva Neonatale.

Il reparto, guidato dal primario Alfredo Santantonio, non attira solo pazienti dalla Campania, ma da tutto il Sud Italia comprese Puglia, Basilicata e Calabria grazie a un modello integrato con la Cardiologia pediatrica e la Cardiochirurgia Pediatrica.  La Terapia Intensiva Neonatale del Monaldi gestisce ogni anno circa 250 ricoveri, un dato significativo anche alla luce della flessione delle nascite. Attualmente la TIN dispone di 16 posti letto e si occupa di casi estremamente delicati come cardiopatie congenite, insufficienza respiratoria grave e neuroprotezione per asfissia neonatale.

Il Direttore della TIN ricorda che il reparto è in attesa di nuovi ventilatori che consentiranno ventilazioni invasive e non invasive di ultimissima generazione e un monitoraggio più esteso di parametri clinici, le nuove tecnologie servono a ridurre lo stress per il neonato, limitare procedure e prelievi e migliorare le performance assistenziali in termini di esiti.  Così Santantonio presenta le terapie del Monaldi: «Dalla fine degli anni ’90 disponiamo di una terapia salvavita come l’ossido nitrico inalatorio, fondamentale in diversi quadri di insufficienza respiratoria grave e ipertensione polmonare, per quanto riguarda il percorso di neuroprotezione per i neonati asfittici, la terapia consiste nell’avviare una ipotermia terapeutica controllata, portando la temperatura del neonato a 33,5 gradi. Il raffreddamento rallenta i processi che alimentano l’evoluzione del danno dopo l’evento ipossico, offrendo una finestra terapeutica decisiva».

La direttrice generale Anna Iervolino ricorda che il Monaldi si riconferma come un polo d’eccellenza tecnologica e clinica costituendo un riferimento regionale e sovraregionale per i neonati più fragili.