Il colosso della moda che licenzia 32 lavoratori, protesta e sciopero a Caivano. La replica dell’azienda
CRONACA
10 febbraio 2026

Il colosso della moda che licenzia 32 lavoratori, protesta e sciopero a Caivano. La replica dell’azienda

metropolisweb

Sciopero di 24 ore oggi nello stabilimento Harmont & Blaine di Caivano. La protesta è stata indetta dai sindacati Filctem-Cgil e Femca-Cisl contro il licenziamento di 32 dipendenti su 129, pari al 25% della forza lavoro dell’unità produttiva. “Abbiamo proclamato questo sciopero perché riteniamo inaccettabili i licenziamenti annunciati dall’azienda”, spiega Andrea Pastore, della segreteria regionale della Filctem Campania. “È anomalo che una decisione così grave venga presa all’improvviso, senza alcun confronto con le organizzazioni sindacali. Un’azienda con un profilo internazionale non può permettersi atteggiamenti superficiali nei confronti di 32 lavoratori. Chiediamo il ritiro immediato dei licenziamenti.” In un comunicato congiunto, sindacati e Rsu sottolineano come l’azienda abbia “scaricato sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso delle proprie scelte industriali e gestionali, ignorando il drammatico impatto occupazionale, economico e sociale”.

Secondo le organizzazioni sindacali, il comportamento aziendale rappresenta “un atto grave e socialmente irresponsabile, che compromette le relazioni sindacali e apre una vertenza di forte e inevitabile conflittualità”. La richiesta dei sindacati è chiara: “Aprire un confronto vero, serio e vincolante, finalizzato esclusivamente alla tutela dei livelli occupazionali e dei diritti dei lavoratori”. Nel caso in cui non arrivino risposte concrete e credibili da parte dell’azienda, la Rsu e le organizzazioni sindacali hanno dichiarato la loro disponibilità a intensificare e proseguire le iniziative di lotta, senza escludere alcuno strumento, fino al completo ritiro dei licenziamenti. L’episodio riaccende i riflettori sul tema della tutela dell’occupazione nel tessuto industriale campano, dove le decisioni aziendali improvvise rischiano di avere ripercussioni sociali ed economiche significative.

La replica dell’azienda.

“Negli ultimi anni il settore tessile abbigliamento italiano si è caratterizzato per una crisi strutturale del mercato con una significativa riduzione dei volumi di vendita, un’aggressiva concorrenza asiatica e una contrazione del potere d’acquisto dei clienti che hanno generato progressivamente per molte aziende la necessità di evolvere i rispettivi modelli di business. In questo quadro, Harmont & Blaine ha provato, tra il 2023 e il 2025, a riportare i propri volumi e i principali indicatori economico finanziari ai livelli pre-pandemici, ma ciò non è stato possibile, richiedendo per il 2026 un rilancio immediato della propria competitività con diversi interventi mirati in ambito retail, logistica, sviluppo delle collezioni e organizzazione delle attività, il tutto per garantire la sostenibilità futura della società” si legge in una nota diffusa dalla società. “Tra questi interventi il management, dopo aver attentamente valutato tutte le opzioni percorribili, ha presentato nei giorni scorsi – durante un incontro con le OO.SS – un nuovo modello organizzativo per le sue attività nella sede di Caivano con l’individuazione di 32 posizioni lavorative in esubero.La società dispiaciuta e consapevole per l’impatto che questa decisione avrà sui lavoratori, le loro famiglie e la comunità locale si è dichiarata sin da subito disponibile ad avviare un dialogo con le parti sociali per identificare le migliori soluzioni volte a contenere il più possibile l’impatto sociale di questa decisione” concludono i vertici.