Cuore bruciato dal gelo. La famiglia: «L’hanno impiantato lo stesso». Bimbo attaccato a un macchinario
La vicenda del cuore bruciato dal ghiaccio, si arricchisce di altri particolari inquietanti. Metropolis aveva già raccontato il paradosso di un trapianto saltato per la cattiva conservazione dell’organo prelevato a Bolzano e trasportato fino al Monaldi. Secondo gli avvocati della famiglia del bambino che avrebbe dovuto ricevere l’organo, i medici avevano detto assicurato che l’intervento era stato effettuato ed era andato a buon fine.
La domanda inquietante che si fanno i legali è questa: «Se quel cuore era compromesso, perché mai è stata presa la decisione di impiantarlo?». Le ombre sono state sollevate dall’avvocato Francesco Petruzzi, che rappresenta la famiglia del piccolo paziente di 2 anni e 3 mesi. Ora la famiglia vuole capire cosa è accaduto nella sala operatoria del Monaldi.
Intanto, il piccolo paziente è attaccato a un macchinario che lo tiene in vita, in attesa dell’arrivo di un nuovo cuore. Sono tre le inchieste aperte sulla vicenda. A quelle aperte dalle procure dei due luoghi teatro del trasferimento d’organo, Napoli e Bolzano (dove è stato effettuato l’espianto), si aggiunge quella interna di natura amministrativa aperta dal Monaldi.

