Patto territoriale Bagnoli, i dubbi sulla formazione professionale
CRONACA
10 febbraio 2026

Patto territoriale Bagnoli, i dubbi sulla formazione professionale

Giorgio Cinque

BAGNOLI. “Quando il sindaco di Napoli e commissario per Bagnoli, Gaetano Manfredi, annuncia il Patto territoriale parlando di formazione professionale per i lavoratori che saranno assunti sul territorio, come operatori del settore ci chiediamo a quale formazione faccia riferimento”. A dichiararlo è Nicola Troisi, segretario del Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate, sindacato datoriale degli enti di formazione professionale in Campania. “Era legittimo aspettarsi l’apertura di un tavolo di concertazione per definire queste esigenze. Invece apprendiamo tutto dai proclami pubblici, senza alcuna interlocuzione preventiva”, sottolinea Troisi. Il segretario evidenzia inoltre le criticità che il comparto sta attraversando: “Da mesi denunciamo che il settore della formazione in Campania è fortemente a rischio crisi, soprattutto per la transizione dal programma GOL verso un futuro ancora incerto. Per questo non possiamo accettare annunci formulati con leggerezza e senza il coinvolgimento dei rappresentanti del settore, che conta centinaia di scuole e numerose sigle sindacali”. Troisi pone quindi una serie di interrogativi direttamente al primo cittadino: “Di quale formazione stiamo parlando? Chi la gestirà? Come sarà finanziata? Sarà vincolata al territorio e in che modo?”. Il Movimento Libero e Autonomo ricorda inoltre di aver più volte chiesto alle amministrazioni locali, inclusa quella napoletana e diverse municipalità, di partecipare ai tavoli di concertazione su formazione, lavoro e occupazione, senza mai ricevere riscontro alle comunicazioni inviate via PEC. “Siamo seriamente preoccupati – conclude Troisi –. Se si tratta di un annuncio fatto solo per rassicurare la popolazione, ci allarma la superficialità con cui si affronta un tema così delicato. Se invece si tratta di un progetto già strutturato, siamo doppiamente preoccupati per non essere stati coinvolti come interlocutori”.