Sosta a Torre del Greco, due pesi e due misure: tolleranza zero in periferia, occhi chiusi in pieno centro
Torre del Greco. «La legge è uguale per tutti» recita il principio cardine dell’ordinamento italiano, sancito dall’articolo 3 della Costituzione. Ma all’ombra del Vesuvio la sosta e i relativi divieti sembrano avere una «geografia variabile».
In periferia – in particolare, lungo arterie secondarie in cui il traffico è meno caotico e i quartieri più «tranquilli» – il rispetto del codice della strada viene imposto con il pugno di ferro.
Nel cuore del centro storico, invece, il rigore si trasformare improvvisamente in «prudente assenza», con intere zone di fatto sottratte ai controlli.
Il caso della pioggia di multe tra via Lava Troia e via Ponte della Gatta ha acceso il dibattito nelle ultime settimane. Qui gli agenti di polizia municipale guidati dal comandante Gennaro Russo hanno avviato una vera e propria stretta contro la sosta selvaggia, elevando decine di verbali e scatenando la protesta dei residenti, stretti tra la cronica carenza di parcheggi e la (sacrosanta) necessità di rispettare le regole. Un intervento legittimo e doveroso, davanti a cui l’amministrazione comunale si è impegnata a individuare soluzioni strutturali come strisce bianche e rientri sui marciapiedi per recuperare posti auto.
Ma mentre in periferia si multa senza esitazioni, in centro la scena cambia radicalmente. Dopo il caso emblematico della «piazzetta» di via Teatro con le traverse trasformate in un parcheggio a cielo aperto dove auto e moto impediscono perfino l’accesso alle rimesse private, emerge ora il caos di via Pezzentelle. Proprio qui, paradossalmente, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Mennella ha avviato le procedure per l’apertura di un’eco-isola per i rifiuti.
Un progetto che, sulla carta, dovrebbe migliorare il decoro urbano e la gestione dei rifiuti, ma che nella pratica si scontra con una realtà profondamente diversa: nonostante i cartelli di divieto di sosta con rimozione forzata attiva 24 ore su 24, l’area continua a essere occupata da veicoli parcheggiati abusivamente, come se la segnaletica fosse un mero elemento ornamentale.
La differenza, a questo punto, non sta nelle regole – le stesse ovunque – ma nella loro applicazione. In via Lava Troia e via Ponte della Gatta la presenza dei vigili urbani è diventata costante, puntuale, capillare. In via Pezzentelle e in altre zone del centro storico, invece, i controlli appaiono sporadici, se non del tutto assenti.
Una latitanza che molti attribuiscono alla storica «sensibilità» di alcune aree del centro, considerate più turbolente e «reazionarie» e meno inclini al rispetto delle divise. Il risultato è un messaggio devastante per la città: chi vive nei quartieri più ordinati viene colpito da multe e sanzioni, mentre chi abita nelle zone dove il rispetto delle regole è già più fragile continua a parcheggiare dove e come vuole, senza conseguenze.
Un doppio standard che mina la credibilità delle istituzioni e alimenta un senso di ingiustizia profondo tra i cittadini più rispettosi. Perché il codice della strada non può essere applicato a macchia di leopardo, dove a tappeto e dove con sporadici interventi.
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