Design industriale e prestazioni: la rasatura diventa un gesto più consapevole e piacevole
TECNOMANIA
10 febbraio 2026

Sword, il rasoio con il corpo in metallo e una custodia vintage

Gennaro Annunziata

Quando abbiamo iniziato a provare Sword di Metz, l’impressione è stata quella di avere tra le mani non un semplice dispositivo per la cura della persona, ma un vero e proprio “oggetto del desiderio”. Non è il solito rasoio elettrico, anonimo e leggero, destinato a sparire in un cassetto, ma un pezzo di design industriale che cattura l’attenzione, invitando quasi a essere impugnato, osservato da vicino e usato con calma. Un approccio raro in un settore dove la funzionalità tende spesso a farla da padrona e l’estetica, quando presente, è un dettaglio marginale.

In questo caso, invece, forma e sostanza coincidono. Il corpo in metallo non è un vezzo pensato solo per attrarre chi apprezza gli oggetti ben progettati, ma una scelta che impatta concretamente sull’esperienza d’uso. Peso, bilanciamento e scorrevolezza cambiano in modo percepibile, così come la postura della mano durante la rasatura: dettagli che trasformano un gesto quotidiano in un’azione più consapevole e piacevole.

A livello di ingombri non ci troviamo davanti a un “mini gadget”: è compatto, sì, ma ha dimensioni da rasoio vero. La sua forma è particolare, decisamente fuori dagli schemi. E quando un prodotto cambia forma, la reazione è netta: o lo si odia, oppure ce ne si innamora.

La differenza rispetto a tanti concorrenti si nota già sollevandolo. Il corpo in lega di zinco di alta qualità trasmette una sensazione di robustezza e solidità che richiama più un accessorio tecnico o un oggetto da collezione che un rasoio da grande distribuzione. Anche cromaticamente è un oggetto che non passa inosservato: il corpo metallico con finitura titanio, impreziosito da inserti color oro, rafforza l’idea di accessorio “da tenere in vista”. Non c’è il tipico effetto “guscio” delle scocche in plastica, né il bisogno di inserti gommati per simulare una solidità che è autentica.

L’impugnatura garantisce un controllo preciso, mentre il peso (195 g) contribuisce a rendere i movimenti più stabili e durante le prime passate, si è tradotto in un vantaggio concreto: ci siamo ritrovati a dover esercitare meno pressione. Il rasoio si appoggia da solo, lasciando alla mano solo il compito di guidarlo. Nell’uso quotidiano questo fa la differenza: riduce la tendenza a schiacciare troppo sulla pelle e aiuta a mantenere un movimento più naturale e regolare.

Nella confezione di vendita, insieme a Sword, c’è anche un accessorio dedicato alla rifinitura di naso e orecchie. È il classico elemento che potrebbe sembrare un riempitivo, e invece nella vita reale si rivela molto utile.

Rafforza l’idea di kit completo per la cura personale, soprattutto se immaginiamo Sword come compagno di viaggio: un solo set, più funzioni.

Poi c’è la custodia. Lo ammettiamo, all’inizio l’abbiamo considerata un semplice vezzo, la classica aggiunta “instagrammabile” per completare un prodotto già bello di suo. Dopo qualche settimana con Sword, ci siamo invece resi conto che fa parte integrante dell’esperienza. Ha un look dichiaratamente vintage, che richiama gli anni ’70 e ’80 e la tradizione della casa madre tedesca. Non è solo un contenitore ma un modo speciale per “custodire” e mettere tutto a posto: rasoio, accessori, cavo, ogni elemento trova all’interno la sua collocazione. In viaggio, questo diventa liberatorio: meno sacchetti improvvisati, meno rischi di graffi, meno ansia da “dove l’ho messo?”.

Uno degli aspetti originali di questo rasoio è la scelta di eliminare il classico pulsante di accensione. Sword si accende e si spegne con un controllo touch a scorrimento: non si clicca, si fa uno swipe. Nella pratica, questa soluzione ha due aspetti. Da un lato è bellissima, perché pulisce le linee e rende il rasoio quasi monolitico. Dall’altro richiede però un minimo di abitudine. Le prime volte, soprattutto se si è di fretta, può capitare di muovere il dito non abbastanza e… non succede nulla. Dopo qualche giorno, però, il gesto entra in memoria muscolare e diventa naturale. C’è solo un piccolo prezzo da pagare: la superficie di scorrimento tende a raccogliere impronte. Non è un dramma, certo, ma un dato di fatto. Se siete tra quelli che puliscono compulsivamente lo schermo del telefono, qui avrete la stessa tentazione.

L’altra scelta progettuale che ci ha convinti riguarda la testina. L’aggancio magnetico semplifica la vita: si stacca all’istante e si rimette a posto con un “clack” netto, preciso, piacevole sia al tatto che all’orecchio. Il vantaggio pratico è una pulizia più rapida e frequente, e quindi prestazioni costanti nel tempo. Nella nostra routine ci siamo ritrovati a sciacquare la testina più spesso, proprio perché farlo è veloce e non rallenta il flusso della rasatura. Sembra un dettaglio ma è proprio quello che distingue un prodotto ben progettato da uno semplicemente “carino”.

A livello di taglio, la testina lavora con tre gruppi di lame autoaffilanti: 15×3 lame a doppio anello. Tradotto in esperienza d’uso, significa più punti di contatto sul pelo a ogni passata e una capacità migliore di “agganciare” anche i peli che crescono in direzioni diverse, senza dover insistere troppo sullo stesso punto.

Il corpo in metallo e la costruzione complessiva trasmettono la sensazione di un oggetto che non teme l’ambiente bagno: umidità, lavandino, doccia… nulla sembra intimorirlo.

Il Wet & Dry non è solo una voce sulla confezione, Sword può essere utilizzato sia a secco che con la schiuma, e la certificazione IPX7 permette di risciacquarlo senza problemi. Abbiamo alternato i due modi d’uso: a secco quando cercavamo rapidità, con schiuma quando volevamo comfort ed una sensazione di maggiore morbidezza sulla pelle.

Il cuore dello Sword è un motore da 7700 giri/min, capace di mantenere alta e costante la velocità anche quando affrontiamo i punti più ostici. Questa spinta si traduce in una rasatura efficiente fino a 2250 tagli al secondo: nella pratica lo percepiamo come una maggiore prontezza nel “catturare” il pelo e, di conseguenza, una minore necessità di ripassare più volte sullo stesso punto.

Nelle nostre prove, Sword ha dato il meglio di se quando lo abbiamo utilizzato con costanza, su una barba di uno o due giorni. In questo caso scorre bene, raccoglie il pelo con efficacia e lascia la pelle pulita senza dover fare troppe passate. È la situazione in cui ci è apparso più “giusto”: il rasoio ideale per chi non lascia mai che la barba diventi troppo lunga.

Quando lo abbiamo utilizzato su una ricrescita più importante, il quadro è cambiato. Non perché Sword non sia in grado di tagliare barbe più lunghe, ma perché la tecnologia delle testine rotanti ha i suoi limiti: con peli più lunghi aumenta la possibilità di avvertire qualche strappo e la rasatura diventa più lenta e meno scorrevole. Nella nostra esperienza, pur non essendo andato mai in crisi, il rasoio ha richiesto più pazienza e ci ha fatto capire chiaramente che non è lo strumento ideale per chi si rade una volta a settimana.

Sulle guance, dove la superficie è più ampia e uniforme, Sword si muove con sicurezza. Sul mento, tradizionale banco di prova per qualsiasi rasoio, la testina segue bene i volumi, ma richiede la tecnica giusta: piccoli movimenti, attenzione e, soprattutto, niente fretta.

Il collo resta il terreno più insidioso. La differenza la fa la pressione: con Sword abbiamo imparato a lasciare che sia il peso del rasoio a lavorare, senza spingere. Così, nella maggior parte dei casi, siamo riusciti a evitare irritazioni e a ottenere una rasatura uniforme. Quando abbiamo ceduto alla tentazione di “insistere” per inseguire il pelo più ostinato, la pelle ce lo ha fatto subito pagare. Non è un difetto di questo rasoio, ma una dinamica classica: e con un corpo metallico così solido diventa ancora più importante ricordarsi che guidare è meglio che spingere.

In funzione, Sword si fa sentire il giusto: una leggera rumorosità è presente, ma non è fastidiosa. Trasmette una vibrazione “compatta”, coerente con il corpo metallico. La sensazione è quella di un motore che lavora con continuità e senza incertezze, e questa qualità percepita aumenta la fiducia, soprattutto quando affrontiamo zone più complicate come mento e collo.

Nel corso dei nostri test, l’autonomia ci è sembrata più che adeguata: lo abbiamo usato per diverse sessioni senza mai avere l’ansia da batteria.

Una ricarica completa richiede circa 1,5 ore e garantisce fino a 60 minuti di rasatura senza fili, quindi nella pratica diverse settimane di utilizzo se ci radiamo a giorni alterni. La ricarica via USB-C è una di quelle cose che oggi pretendiamo, ma che non sempre troviamo: significa un cavo in meno da ricordare e un caricatore in meno da portare al seguito.

Sword non è uno di quei prodotti che hanno un prezzo elevato per un logo o per un colore alla moda. Il suo valore sta soprattutto nella costruzione, nei materiali, nei dettagli funzionali, come i magneti e il controllo touch a scorrimento, e in quella sensazione di oggetto assemblato con cura artigianale. Tutti elementi che contribuiscono a rendere l’esperienza di rasatura più “premium” nel senso più concreto del termine. In vendita a 199,90 euro, attualmente scontato del 15% nel sito del produttore.

Gennaro Annunziata