Il Var sotto attacco: rigorini e “rossi”, esplode la polemica
SPORT
10 febbraio 2026

Il Var sotto attacco: rigorini e “rossi”, esplode la polemica

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Il Var torna al centro del dibattito calcistico italiano. Anche l’ultima giornata di Serie A è stata segnata da episodi controversi che hanno alimentato proteste, dubbi e prese di posizione da parte di allenatori e addetti ai lavori, confermando come la tecnologia introdotta per ridurre gli errori arbitrali continui a suscitare discussioni. Nel turno appena disputato non sono mancati episodi destinati a far discutere. In diverse partite, decisioni modificate dopo il richiamo al monitor hanno inciso sull’andamento delle gare, tra rigori concessi o revocati e valutazioni su fuorigioco millimetrici che hanno lasciato spazio a interpretazioni e recriminazioni. In particolare, alcuni tecnici hanno contestato la disomogeneità nell’utilizzo del protocollo, lamentando una differenza di trattamento tra episodi simili avvenuti in partite diverse. A Genova i due rigori concessi, uno a favore dei rossoblù, l’altro decisivo per la vittoria del Napoli, sono stati assegnati dal Var dopo due decisioni diverse dell’arbitro in campo. Tra i punti più contestati resta la valutazione dei contatti in area di rigore. Molti allenatori, tra i quali Gasperini della Roma e Spalletti della Juventus, hanno evidenziato come, nonostante l’ausilio tecnologico, continui a prevalere la discrezionalità dell’arbitro, con decisioni che spesso appaiono difficili da comprendere per tifosi e squadre. “Il VAR dovrebbe togliere ogni dubbio, invece spesso ne crea altri”, è il concetto espresso da più tecnici nel post partita, sottolineando la necessità di maggiore uniformità di giudizio. Altro tema caldo riguarda i tempi di intervento. In alcune gare, le lunghe attese prima della decisione finale hanno spezzato il ritmo del gioco, alimentando il malcontento sia in campo sia sugli spalti. Diversi allenatori hanno chiesto una revisione delle procedure per rendere le verifiche più rapide e trasparenti, magari attraverso una comunicazione più chiara delle decisioni, sul modello di quanto avviene in altri sport. Non manca poi il dibattito sull’utilizzo del Var nei fuorigioco. Le rilevazioni sempre più precise, basate su pochi centimetri, continuano a dividere l’opinione pubblica tra chi ritiene che la tecnologia garantisca giustizia assoluta e chi, invece, considera eccessiva la rigidità di alcune decisioni che penalizzano lo spettacolo. Dal canto suo, l’Associazione Italiana Arbitri difende il sistema, ricordando come il VAR abbia ridotto sensibilmente gli errori evidenti e rappresenti uno strumento di supporto, non un sostituto del direttore di gara. Tuttavia, le polemiche ricorrenti dimostrano che il processo di adattamento è ancora in corso e che il confronto tra federazione, arbitri e club resta aperto. Il VAR, nato per portare maggiore equità, continua dunque a dividere il calcio italiano. Se da un lato ha contribuito a limitare errori clamorosi, dall’altro ha introdotto nuove aree di discussione, rendendo evidente come, anche con la tecnologia, il calcio resti uno sport dove interpretazione e soggettività giocano ancora un ruolo decisivo.