Angri. Sequestro da 16 milioni all’imprenditore che scampò a un agguato
CRONACA
11 febbraio 2026

Angri. Sequestro da 16 milioni all’imprenditore che scampò a un agguato

Mario Memoli

Sotto chiave il patrimonio di Domenico Chiavazzo, alias Mimmuccio ‘a Satriana (genero del boss Carlino Montella), per un valore di 16 milioni di euro. L’imprenditore 47enne di Angri è finito al centro di un maxi-sequestro eseguito nella mattinata di ieri dalla polizia di Salerno. L’operazione è nata dalle indagini patrimoniali svolte dal Servizio centrale anticrimine e dalla Divisione anticrimine salernitana che hanno evidenziato come l’imprenditore, attivo nei settori dei servizi di pulizia, immobiliare e nautico, attraverso propri parenti e altri prestanome abbia accumulato un ingente patrimonio, presunto frutto del reimpiego dei proventi delle attività illecite in società e beni immobili.

L’uomo, che sta scontando una condanna per associazione per delinquere finalizzata all’usura e all’estorsione e per traffico di sostanze stupefacenti, è sospettato di appartenere a un’associazione criminale dedita, tra l’altro, alla gestione illecita di giochi d’azzardo e al riciclaggio, con l’aggravante della finalità di agevolare organizzazioni di tipo mafioso operanti in diverse parti del territorio nazionale, tra cui il clan dei Casalesi, il clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia, la cosca Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto (Crotone) e il clan Romeo-Santapaola operante nelle province di Catania e Messina.

Nello scorso mese di dicembre, lo stesso Chiavazzo era finito al centro di un’operazione che aveva smantellato un’organizzazione dedita al gioco d’azzardo con un giro di affari per oltre 25 milioni gi euro, molti dei quali riversati nelle attività della “fazione Schiavone” dei Casalesi. A fine dicembre poi un primo sequestro nei suoi confronti. In quel caso, riguardava un’imbarcazione di lusso e tre auto di grossa cilindrata e attività anche a Pontecagnano Faiano e Salerno.

Il Tribunale di Salerno ha poi disposto il sequestro di 8 società, e relativi compendi aziendali, operanti nell’ambito delle pulizie e in quelli immobiliare, nautico e sanitario, nelle province di Salerno, Milano e Napoli; 22 fabbricati e 8 terreni ubicati nel salernitano; un’imbarcazione; 25 veicoli; 2 orologi di lusso e numerosi rapporti finanziari, per un valore complessivo stimato in oltre 16 milioni di euro.  Nel maggio del 2020, l’imprenditore fu ferito nel corso di un agguato per il quale poi furono arrestati il 34enne Alfonso Manzella (detto Zuccherino e figlio adottivo di Rosario Giugliano o’ minorenne ex ras di Poggiomarino e ora pentito) e il 28enne Nicola Liguori, entrambi di Pagani ed entrambi condannati ad anni di reclusione.

I due, a bordo di uno scooter esplosero contro di lui tre colpi d’arma da fuoco con l’intento non di intimidire ma di uccidere. Chiavazzo scampò alla morte solo grazie alla propria prontezza di riflessi. La causa dell’agguato era legata a un’estorsione da 100mila euro alla quale lo stesso Chiavazzo si era opposto.