Pomigliano d’Arco, produzione Stellantis in caduta: -21,9% rispetto al 2024
Allarme nello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco per il forte calo produttivo e l’uso esteso degli ammortizzatori sociali. Nel 2025…
I dubbi sulle strategie produttive di Stellantis nello stabilimento di Pomigliano, il futuro sempre più a rischio degli operai di Trasnova. Negli uffici della Regione Campania la profonda crisi del lavoro che sta attraversando Pomigliano diventa tema centrale per i vertici di Palazzo Santa Lucia. Si è svolto oggi al Centro Direzionale di Napoli un incontro tra l’assessore regionale alle Attività produttive e allo Sviluppo economico, Fulvio Bonavitacola, le organizzazioni sindacali e l’amministrazione comunale di Pomigliano d’Arco per fare il punto sulla situazione dello stabilimento Stellantis di Pomigliano e sulla vertenza Trasnova. Il confronto ha acceso nuovamente i riflettori sulle prospettive industriali del principale polo automobilistico campano e sulla scadenza del 30 aprile, data cruciale per i lavoratori dell’indotto, in particolare per i dipendenti Trasnova, attualmente in proroga contrattuale. «Abbiamo ribadito con forza che migliaia di lavoratrici e lavoratori vivono una condizione di incertezza inaccettabile», dichiarano Crescenzo Auriemma, segretario generale Uilm Campania, e Giuseppe D’Alterio, segretario provinciale Uilm Napoli. Una situazione, spiegano, «aggravata dal calo produttivo, dall’uso massiccio degli ammortizzatori sociali e dall’assenza di una chiara prospettiva industriale».
Pomigliano d’Arco, produzione Stellantis in caduta: -21,9% rispetto al 2024
Allarme nello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco per il forte calo produttivo e l’uso esteso degli ammortizzatori sociali. Nel 2025…
Per la Uilm, i tempi indicati per il piano industriale di Stellantis non sono compatibili con la crisi attuale del sito. «Il 2028 è un orizzonte troppo lontano – sottolineano –. Servono impegni immediati, il rafforzamento degli investimenti e l’assegnazione di nuovi modelli capaci di garantire volumi produttivi adeguati e continuità occupazionale». Tra le richieste anche l’avvio di piani formativi per aumentare qualità e competitività dello stabilimento di Pomigliano.Grande attenzione è stata dedicata alla vertenza Trasnova. «Chiediamo che la Regione faccia sentire la propria voce al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per evitare di arrivare al 30 aprile, data che segnerebbe la fine del lavoro per molti dipendenti», avvertono i sindacalisti. «Oggi è Trasnova, domani potrebbe toccare ad altre aziende dell’indotto. Non possiamo permetterci ulteriori perdite occupazionali in un territorio già duramente provato».
Automotive, sindacati chiedono alla Regione un tavolo di crisi permanente
I sindacati Fim, Uilm e Fiom hanno chiesto alla Regione Campania l’istituzione di un tavolo di crisi permanente per affrontare…
Nonostante le criticità emerse, il giudizio sull’incontro è positivo. «Valutiamo favorevolmente la rapidità con cui è stata accolta la nostra richiesta di confronto – concludono Auriemma e D’Alterio –. L’assessore Bonavitacola ci ha assicurato che saremo riconvocati non appena ci saranno aggiornamenti concreti». Ringraziamenti sono stati rivolti al sindaco di Pomigliano d’Arco Raffaele Russo, all’assessore comunale al Lavoro Marianna Manna e ai consiglieri comunali presenti in Regione. Ora, sottolineano i sindacati, «è il momento di passare dalle parole ai fatti».
Gli allarmi lanciati dai sindacati negli ultimi mesi – Negli ultimi mesi le organizzazioni sindacali hanno più volte denunciato il progressivo indebolimento dello stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco. Tra i principali allarmi segnalati: il costante calo dei volumi produttivi, il ricorso sempre più frequente agli ammortizzatori sociali e l’assenza di certezze sul futuro industriale del sito.I sindacati hanno più volte evidenziato come la mancanza di nuovi modelli assegnati allo stabilimento rischi di compromettere la tenuta occupazionale non solo dei lavoratori diretti, ma anche dell’intero indotto. Particolare preoccupazione è stata espressa per le aziende in appalto e subappalto, spesso più esposte agli effetti delle riorganizzazioni industriali. La vertenza Trasnova rappresenta, secondo le sigle sindacali, un caso emblematico: «un campanello d’allarme che non può essere ignorato». Da qui la richiesta di un intervento istituzionale forte e coordinato, capace di garantire continuità produttiva, tutele occupazionali e un reale rilancio del polo automobilistico campano.